Legg Calvé Perthes, patologia ortopedica tra le cause di zoppia nel cane

La malattia di Legg Calvé Perthes è una patologia ortopedica non infiammatoria della testa e del collo del femore molto diffusa nei cani di piccola taglia e toy, che influisce sullo sviluppo del femore e dunque sulla conformazione dell’articolazione dell'anca, a cui conseguono zoppia ed artrosi di gravità variabile.

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Legg Calvé Perthes
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La malattia di Legg Calvé Perthes, anche denominata necrosi asettica della testa del femore, è una patologia ortopedica dello sviluppo tra le principali cause di comparsa di zoppia nel cane in accrescimento.

Questa patologia provoca infatti la necrosi dell’epifisi prossimale del femore, ovvero della testa e del collo, a causa, probabilmente, dell’interruzione dell’apporto ematico a questo livello. A causa di questo disturbo, la testa del femore va incontro a frammentazione e collasso.

Il cane, in concomitanza a questi eventi, presenta una sintomatologia fortemente algica, progressivamente ingravescente, accompagnata da zoppia grave nell’arto pelvico e segni di osteoartrosi.

Quali cani sono più soggetti alla malattia di Legg Calvé Perthes?

La malattia di Legg Calvé Perthes si manifesta generalmente nei pazienti giovani di piccola taglia, in particolar modo nelle razze toy e nane, prima della chiusura delle fisi di accrescimento, che, in questi soggetti, avviene ad 8-12 mesi di età, motivo per cui questa patologia si riscontra con maggior frequenza tra il 4° ed il 12° mese di età.

Non esistono predisposizioni di sesso, mentre sono stare evidenziate predisposizioni genetiche ereditarie nel manchester terrier, nei barboni toy e negli yorkshire terrier.

Quali sono le cause?

L’eziologia non è ben chiara, sono state avanzate diverse ipotesi patogenetiche:

  • ereditarietà: fattore più importante, presente soprattutto in alcune razze, su cui andrebbe fatta una selezione dei riproduttori per evitare la nascita di soggetti portatori;
  • squilibri ormonali: elevati livelli di estrogeni o androgeni in grado di causare una chiusura fisaria precoce;
  • dieta inappropriata: ricca di carboidrati e povera di calcio, la cui carenza è alla base di distrofie ossee;
  • errata conformazione anatomica: che predispone a patologie osteoarticolari;
  • traumi: causati da esercizio fisico intenso e protratto nel tempo, che possono dare origine a microtraumi nell’osso.

Questi fattori possono agire singolarmente o in concomitanza, causando un arresto dell’afflusso sanguigno e dell’apporto di sostanze nutritive, che portano ad infarto osseo e morte cellulare della testa del femore. Alla necrosi consegue un rimaneggiamento osseo, che sfocia quasi sempre nel collasso della testa del femore, con sua frammentazione e perdita della normale conformazione.

Quali sono i sintomi?

cane

Il sintomo più precoce ed evidente è rappresentato dalla zoppia, che insorge improvvisamente e tende ad aggravarsi con il passare del tempo, raggiungendo anche il 4° grado (senza appoggio dell’arto). Generalmente la zoppia è unilaterale e solo nel 12-16% dei casi colpisce entrambi gli arti posteriori.

La zoppia è spesso accompagnata da crepitio articolare e, con il diminuire del carico sull’arto affetto, da atrofia muscolare.

Il forte dolore causato dalla frammentazione della testa del femore, determina inoltre riluttanza al movimento, mancato carico del peso sull’arto affetto, irritabilità ed inappetenza, con scadimento delle condizioni generali, ed un possibile accorciamento dell’arto rispetto al controlaterale sano, in seguito al collasso del segmento osseo.

Malattia di Legg Calvé Perthes, diagnosticata con la visita ortopedica

La malattia di Legg Calvé Perthes viene diagnosticata con la visita ortopedica, svolta da un medico veterinario, completa di esame radiografico.

È importante che la diagnosi sia tempestiva, poiché nelle prime fasi di malattia può essere sufficiente il trattamento conservativo, senza ricorrere a quello chirurgico.

Nei casi diagnosticati tempestivamente, è possibile tentare il trattamento conservativo, che consiste nell’applicazione del bendaggio di Ehmer per diverse settimane, in modo da immobilizzare l’arto e da sottrarlo al carico ed ai movimenti che potrebbero facilitare l’aggravamento della patologia, e nella somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei per il controllo del dolore.

Come si cura?

La terapia più indicata negli stadi più avanzati è invece quella chirurgica, intervenendo mediante ostectomia di testa e collo femorali, dunque loro escissione, con eventuale associazione di protesi d’anca.

Nel post operatorio è importante che il paziente venga incoraggiato all’utilizzo precoce dell’arto, e sottoposto ad adeguata riabilitazione fisioterapica.

La prognosi nei pazienti trattati chirurgicamente è generalmente favorevole, con ritorno alla normale funzione dell’arto in seguito alla riabilitazione.

Nei pazienti sottoposti invece a trattamento conservativo, sebbene la prognosi sia in molti casi buona, è comune che perduri una zoppia intermittente di grado non elevato.

A cura di: Dott.ssa Eleonora Sabbatini e Prof.ssa Angela Palumbo Piccionello

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