La Giardia è un parassita pericoloso per cane e gatto?

La Giardia è un parassita intestinale che può colpire diversi animali, come cane e gatto. Il suo controllo prevede un approccio multifattoriale.

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A cura di: Dott.ssa AnnaPaola Rivolta

giardia cane

La Giardia intestinalis (o G. duodenalis, G. lamblia) è un protozoo intestinale in grado di infestare diversi ospiti, tra cui cane e gatto.

Sono diversi i genotipi di Giardia a seconda della specie colpita e dell’area geografica.

La distribuzione di questo parassita interno o endoparassita è infatti ubiquitaria.

Come avviene la trasmissione e quali sono i sintomi dell’infestazione da Giardia in cane e gatto

L’infezione da Giardia si accompagna quasi sempre a segni clinici, soprattutto per gli animali più vulnerabili come i cuccioli.

La sua trasmissione avviene per via oro-fecale tramite ingestione o di acqua o di alimento contaminato dalle cisti, o per frequentazione di un ambiente contaminato.

Le cisti possono resistere per lungo tempo nell’ambiente, ma sono degradate dalle temperature estremamente basse o elevate.

La prevalenza in Europa arriva al 7% degli animali, con valori più elevati per i cuccioli.

Un animale che elimina le cisti nell’ambiente non è per forza sintomatico, cosa che rende più difficoltosa l’individuazione degli animali affetti dal parassita.

I sintomi sono variabili e spesso non specifici, cosa che rende più complesso capire anche per il veterinario se l’animale vada trattato o meno.

Se presenti, i sintomi possono essere forme di diarrea acuta o cronica o intermittente con feci di colore anche verdastro, anoressia, vomito, calo del peso in animali più deboli (cuccioli o con patologie associate).

Come si fa la diagnosi per la Giardia

Per identificare il parassita sono necessari 3 campioni di feci in più giorni.

L’eliminazione delle cisti può essere infatti intermittente e le stesse non sono facilmente visibili al microscopio.

Esistono anche altri metodi, come i kit rapidi o la PCR.

giardia cane veterinario

Trattamento e terapia per la Giardia nel cane e nel gatto

Da molti anni sono principalmente due i principi attivi (fenbendazolo o associazione febantel-praziquante-pyrantel) utilizzati per trattare l’infezione.

Perché siano efficaci bisogna evitare reinfestazioni o coinfestazioni con altri parassiti, o sospensione precoce del farmaco.

Bisogna quindi attenersi scrupolosamente alle indicazioni del proprio Medico veterinario.

Per controllare maggiormente le reinfezioni si consiglia di associare lavaggi con shampoo con clorexidina.

Bisogna inoltre pulire la zona perianale soprattutto se imbrattata, nonché mantenere molto pulito l’ambiente in cui l’animale vive.

Da evitare assolutamente i metodi fai-da-te o l’utilizzo di farmaci che possono compromettere la flora intestinale, già alterata dalla patologia in corso e dalla presenza del parassita, anche in modo duraturo.

Una microflora in equilibrio è fondamentale per la salute dei pet, per cui si può considerare di associare alla terapia l’integrazione con sinbiotici (prebiotici + probiotici).

Gli animali con segni clinici sicuramente devono essere trattati, ma esiste un modo per ridurre o eliminare il rilascio di cisti nell’ambiente?

Si devono trattare anche gli asintomatici per prevenire i segni clinici e il rischio di zoonosi?

Un animale positivo, a prescindere dai sintomi, deve essere curato per evitare alterazioni della microflora e contaminazioni di altri animali.

Questo è importante soprattutto in caso di convivenza tra più pet, soprattutto se cuccioli, per via del loro sistema immunitario ancora immaturo.

La guarigione può essere confermata solo da un controllo delle feci effettuato al microscopio.

Un controllo su più fronti

Come evidenziato la Giardia si può controllare solo in modalità multifattoriale attraverso:

  • la somministrazione corretta della terapia prescritta;
  • la pulizia costante dell’animale e dell’ambiente;
  • la somministrazione di sinbiotici per la microflora intestinale;
  • la ricerca di patogeni concomitanti per escludere o trattare coinfezioni;
  • il controllo dello stato di salute generale dell’animale e di quelli conviventi.

È importante quindi rivolgersi sempre al proprio Medico veterinario di fiducia per prevenire e trattare questa infezione così complessa.