Iperplasia prostatica benigna: quali sono i sintomi e le cause?

Caratterizzata da un aumento delle dimensioni della ghiandola prostatica, l'iperplasia prostatica benigna è tipica del cane maschio che ha raggiunto una certa età e nelle fasi iniziali, spesso, può essere asintomatica.

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iperplasia prostatica benigna
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L’iperplasia prostatica benigna (IPB) è la patologia riproduttiva che si riscontra con più frequenza nel cane maschio. Ad esserne affetti sono più della metà dei cani maschi di età superiore ai sei anni, con percentuali che crescono con l’aumentare dell’età fino a raggiungere il 100% di incidenza nei maschi interi che hanno superato i dieci anni.

LE CAUSE DELL’IPERPLASIA PROSTATICA BENIGNA

Questa condizione è tipica del cane che ha raggiunto una certa età ed è caratterizzata da un aumento delle dimensioni della ghiandola prostatica (l’unica ghiandola sessuale accessoria nel maschio in questa specie), dovuta a una marcata proliferazione cellulare.

La causa di questa proliferazione cellulare anomala sembra essere uno squilibrio nel rapporto androgeni/estrogeni prodotti dal testicolo. Gli estrogeni inducono a livello prostatico una sovra-espressione dei recettori per il testosterone esaltando la sensibilità dell’organo verso tale ormone.

La conseguenza di tali squilibri ormonali sarà una proliferazione cellulare e, pertanto, il conseguente aumento di volume della ghiandola.

I SINTOMI DELL’IPB

Non sempre l’IPB è seguita da sintomi evidenti, anzi può spesso non essere sintomatica, soprattutto nelle fasi iniziali.

Il quadro patologico, ossia quello responsabile della sintomatologia tipica, si manifesta con perdite di sangue dal prepuzio non collegate alla minzione (spesso come unico sintomo osservabile nella maggior parte dei cani) e la presenza di sangue nelle urine (ematuria) che può essere visibile (urine con un colore molto carico) oppure no (in quest’ultimo caso solo un esame di laboratorio potrà dirci con sicurezza se c’è o meno una componente ematica).

A differenza di quello che avviene nella specie umana, questa condizione nel cane non causa difficoltà a urinare poiché l’aumento di volume della ghiandola avviene in senso centrifugo (diretto radialmente all’esterno).

Proprio a causa di questa espansione centrifuga, possono manifestarsi sintomi di natura enterica: tenesmo anale (continuo stimolo a evacuare), dischezia (difficoltà e dolore nell’atto della defecazione) e la presenza di feci nastriformi.

Questi sintomi sono dovuti a un notevole aumento di volume della prostata che comprime il retto causandone una parziale ostruzione. Potrebbero comparire, inoltre, rigidità nell’andatura e dolore a livello addominale. Nei cani riproduttori questa condizione causa anche una diminuzione della fertilità (per una scarsa qualità del seme).

I cani che presentano questi sintomi non hanno generalmente segni sistemici (abbattimento o febbre). Nei casi in cui dovessero comparire segni sistemici bisognerebbe invece escludere altre patologie a carico della prostata, come prostatite o ascessi prostatici.

COSA FARE?

L’IPB e in generale tutte le patologie prostatiche possono causare un notevole peggioramento della qualità della vita dei nostri amici a quattro zampe; rimane quindi un atto di amore e responsabilità sottoporli a screening periodici dal proprio medico veterinario di fiducia, in particolar modo quando hanno superato i 5 anni di età.

Nel prossimo articolo parleremo pertanto di prevenzione e vedremo in dettaglio in cosa consistono e quando bisogna eseguire questi screening diagnostici.

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