Intossicazione da rodenticidi (i così detti veleni per topi) – parte I

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A cura di: Prof. Simone Bertini

intossicazione da rodenticidi
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L’intossicazione da rodenticidi ad azione anticoagulante (i così detti “veleni per topi”) rappresenta purtroppo un’eventualità piuttosto frequente nei nostri animali domestici (e anche in quelli selvatici).

In genere ciò si verifica quando la derattizzazione è effettuata in modo superficiale e/o da parte di personale non specializzato, con conseguente disseminazione di esche pericolose nei luoghi frequentati dall’uomo e/o dagli animali.

Anche l’uomo può essere incluso fra le specie a rischio. Soprattutto i bambini possono infatti essere attirati dalle esche, per via del loro colore e aspetto, con il risultato di un potenziale pericolo se dovessero ingerirle.

Peraltro, anche qualora le esche siano correttamente posizionate, non si può stare completamente sicuri lasciando il nostro animale (cane) libero di scorrazzare nei luoghi dove tale posizionamento è effettuato.

Infatti, di solito l’esca è contenuta in una scatola di materiale plastico, recante una targhetta che avvisa del potenziale pericolo e che riporta le frasi da suggerire al Medico laddove ci fosse bisogno di un suo intervento.

Può quindi capitare che un cane, anche semplicemente per gioco, la prenda in bocca, rompendola e ingerendo il contenuto.

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Va altresì specificato che una derattizzazione è spesso e volentieri non solo necessaria, ma quasi obbligatoria: numerose malattie sono portate dai topi e dai ratti, spesso pericolose per l’uomo.

È meglio prevenire

Come buona norma sarebbe quindi, in primis, quella di limitare il più possibile la colonizzazione di un luogo da parte dei roditori, sia esso un luogo di campagna che un giardino privato o un luogo pubblico.

Peraltro, il lasciare rifiuti abbandonati o in sacchetti che si possono lacerare, può attirare alcune specie animali, roditori compresi, che vi trovano cibo in abbondanza.

Altra buona norma è quella di diffidare sempre quando ci si trova con il cane in passeggiata all’aperto, anche quando si è sempre passeggiato in un determinato luogo, senza mai aver avuto problemi.

Cosa fare casi di intossicazione da rodenticidi nel cane?

Una museruola impedisce al nostro cane di entrare in contatto con sostanze potenzialmente pericolose, sia pure a scapito di una parziale limitazione della libertà.

In questo caso minore libertà potrebbe però significare la vita dell’animale e questa raccomandazione si può pertanto applicare non soltanto ai rodenticidi ad azione anticoagulante, ma anche a tutte le sostanze contenute in esche o bocconi avvelenati.

Pericolosità dei rodenticidi

I rodenticidi si dividono in due grandi categorie: quelli ad azione non anticoagulante (dal meccanismo di azione quanto mai eterogeneo e diverso, nonché da una tossicità variabile) e quelli ad azione anticoagulante.

I rodenticidi ad azione anticoagulante si chiamano così perché il loro effetto sull’animale (e anche sull’uomo) consiste in una mancata coagulazione del sangue, con comparsa di gravi emorragie in vari distretti corporei.

L’intossicazione è sempre piuttosto difficile da affrontare e il Medico veterinario emetterà una prognosi riservata sino alla completa remissione della sintomatologia.

Va tuttavia specificato che, rispetto a qualche anno fa, le statistiche ci dicono che le percentuali di sopravvivenza aumentano quanto più l’intervento del proprietario e del personale medico è tempestivo.

Cosa fare in caso di intossicazione da rodenticidi?

Abbiamo visto l’animale soffermarsi su qualche cosa di strano, in un campo o lungo la strada, e ha cercato di mangiarlo, cosa fare?

Anche a fronte di un semplice dubbio sul fatto che l’animale abbia ingerito sostanze/esche trovate lungo le sue passeggiate, è bene recarsi dal Medico Veterinario per un controllo o anche soltanto per informarlo.

La sospetta intossicazione potrebbe avvenire anche in un ambiente domestico: ad esempio l’animale mangia direttamente da una bustina di rodenticida lasciata per errore alla sua portata.

In questo caso, riuscendo a conoscere con certezza la possibile fonte del tossico, è sempre consigliabile portare anche la bustina o il prodotto dal Veterinario, per un confronto più accurato.

Come sempre, durante la visita, non bisogna dimenticare di descrivere anche i sintomi che sembrano più strani o banali, perché potrebbero invece rivelarsi di grande aiuto per il personale sanitario.

Prognosi in caso di intossicazione da rodenticidi nel cane

Purtroppo non è semplice dire a priori se l’animale sarà in grado di superare l’intossicazione.

Questo infatti dipende dalla dose di tossico ingerita, dalla specie animale colpita e, soprattutto, dal tipo di tossico.

I rodenticidi ad azione anticoagulante, infatti, pur avendo tutti lo stesso meccanismo di azione (aspetto positivo, perché il trattamento seguirà le stesse regole), hanno una durata di azione estremamente diversa.

Ne approfittiamo, quindi, per introdurre un concetto che va bene tenuto a mente: la durata della terapia potrà risultare anche molto lunga, sulla base delle indicazioni del Veterinario, e va continuata per tutta la durata prevista, senza interruzioni.

La mancata osservazione di queste regole basilari potrebbe determinare un esito fatale e la perdita dell’animale.

Raccomandazioni durante la terapia

Seguono poi altre raccomandazioni, sempre utili: durante la terapia l’animale non dovrebbe svolgere attività sportiva di alcun tipo e attendere la piena risoluzione nell’intossicazione.

Bisogna quindi lasciare perdere lunghe passeggiate, corse, salti, riporti di bastoncini o giochi vari, caccia, competizioni di agility e quanto altro.

Il nostro animale ha bisogno di riposo. La sostanza tossica è infatti sempre presente nel suo corpo, anche se le condizioni fisiche possono apparire ottimali.

Non bisogna dimenticare mai che l’animale ha un’intossicazione e quindi non è in perfetta forma, anche se lo sembra.

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