Il gatto miagola di notte: ecco perché lo fa e come comportarsi

Il gatto è un animale molto attivo e vivace al calar del sole e, può capitare che, nel bel mezzo della notte, inizi a miagolare andando a svegliare sia i proprietari sia i vicini di casa. Andiamo a vedere insieme perché lo fa e come comportarci a riguardo.

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gatto miagola di notte
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Il tuo gatto miagola di notte? È ben risaputo che i gatti sono animali attivi al crepuscolo e di notte. Generalmente, vivendo a stretto contatto con l’uomo, i gatti si abituano a seguire il loro ritmo, ma nei casi in cui il gatto stia sveglio di notte, il proprietario non ha motivo di preoccuparsi.

Difatti, molti gatti che vivono con proprietari che sono assenti per lavoro tutto il giorno e che tornano a casa di sera, tendono a dormire durante il dì e la notte cercano il proprietario per interagire con lui.

Del resto, come è già stato dimostrato da un recente studio, i gatti non sono asociali, ma riconoscono il livello di attenzione umano e modificano il loro comportamento in risposta ad esso, perché sono sensibili ai segnali sociali umani.

Il gatto miagola sempre di notte: ecco cosa fare

In alcuni casi, tuttavia, può capitare che il gatto inizi, durante la notte, a miagolare in maniera continua andando a disturbare non solo i proprietari, ma anche i vicini di casa.

Sgridarlo non servirebbe altro che a rinforzare questo suo comportamento.

Sarà, quindi, necessario stimolare il gatto a giocare durante il giorno e a avere così uno scambio relazionale interspecifico.

Si consigliano a tal proposito sessioni di gioco di 5-10 minuti, da ripeter e più volte al dì.

Nei casi in cui il proprietario è assente durante il giorno per motivi lavorativi e non può passare del tempo con il gatto, ci si può rivolgere alla figura di una cat-sitter o di un’amica di famiglia che possa stimolare il gatto.

È consigliato, in ogni caso, rivolgersi al medico veterinario comportamentalista, l’unica figura professionale in grado di decidere l’approccio migliore per ristabilire l’armonia familiare e garantire il benessere psico-fisico del gatto.

Tratto da: “Il gatto incompreso in famiglia” di Irene Cassi – La Settimana Veterinaria

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