Il delicato momento del parto: tutto quello che c’è da sapere

Il parto si compone principalmente di tre fasi: conoscerle bene e monitorare i tempi in cui esse avvengono è di fondamentale importanza per evitare o gestire al meglio eventuali emergenze.

momento del parto animale

La nascita di un cucciolo rappresenta senza dubbio un momento molto emozionante per il proprietario, il quale, deve viverlo nel rispetto del comportamento naturale della neomamma ma nello stesso tempo con lucidità e prontezza qualora qualcosa non andasse per il verso giusto.

Prima di parlare del momento tanto atteso, è opportuno ricordare che è importantissimo seguire, con l’aiuto del medico veterinario, la futura mamma durante tutta la gravidanza e, in prossimità del parto, allestire un ambiente ideale e confortevole.

Nel cane, la struttura di cui parliamo (box parto) è ovviamente di dimensioni diverse a seconda della razza e morfologia della madre.

In generale possiamo dire che dovrà essere tale da consentire alla neomamma di distendersi comodamente, lasciando spazio alla cucciolata, ma anche sufficientemente alta da permettere il libero accesso alla femmina, impedendo però allo stesso tempo l’uscita dei cuccioli fino alle 4-6 settimane. Inoltre nelle taglie grandi/giganti dovrà essere dotata di sponde interne per proteggere i cuccioli dal rischio di schiacciamento.

Il box andrà collocato in un luogo familiare e tranquillo già un paio di settimane prima del parto per offrire, alla futura mamma, l’opportunità di abituarsi.

In questo modo eviteremo che la femmina partorisca in sedi inopportune o non gradite.

Più difficile applicare la stessa metodologia nella gatta, che predilige spesso luoghi nascosti e confortevoli, come per esempio l’armadio di casa.

Altro aspetto molto importante da curare, è la temperatura. È consigliato predisporre, in una parte del box, una lampada riscaldante per i cuccioli, mentre meno pratiche risultano essere le borse contenenti acqua calda.

È importante attrezzarsi con carta, o ancora meglio, asciugamani puliti per asciugare i cuccioli dai liquidi fetali una volta avvenuto il parto.

Il parto si compone di tre fasi: quali sono?

Il parto si compone principalmente di tre fasi: conoscerle bene e monitorare i tempi in cui esse avvengono è di fondamentale importanza per evitare o gestire al meglio eventuali emergenze; sia da parte del proprietario sia da parte del medico veterinario, il quale, avrà una descrizione dettagliata dell’accaduto nei casi in cui la nostra neomamma abbia bisogno di un ricovero o di un taglio cesareo per dare alla luce i suoi cuccioli o gattini.

La prima fase (6-12h circa) può avere un decorso più o meno asintomatico: inizia con le prime contrazioni uterine e termina, proprio come avviene nella specie umana, con la dilatazione della cervice.

Le contrazioni uterine possono essere impercettibili ai nostri occhi, ma l’animale presenta dei comportamenti caratteristici (rifiuto del cibo, irrequietezza, ricerca di un luogo isolato dove inizia a scavare). A questo punto non ci resta che aspettare e lasciarla tranquilla.

Seguono la seconda e la terza fase che si ripetono per ciascuno dei feti presenti. Entrambe riguardano l’espulsione del feto e degli annessi placentari, detta anche “secondamento”.

È molto importante monitorare l’intervallo tra l’inizio della seconda fase, che corrisponde alla rottura delle membrane fetali, e la nascita del primo neonato.

La rottura delle membrane fetali può essere spontanea o provocata dalla madre (per lambimento o con delicati morsi).

Se questa fase si protrae per più di un’ora, è necessario chiamare tempestivamente il medico veterinario.

La presentazione dei cuccioli può essere cefalica (dal canale del parto emerge la testa) o podalica (emergono le zampette posteriori del cucciolo).

L’intervallo di espulsione tra un cucciolo e l’altro rappresenta un altro parametro importante e può variare in base al numero dei cuccioli (da 2-6 h) anche se tende ad allungarsi per gli ultimi.

È quindi raccomandabile allertare il medico veterinario nel caso si protragga per troppo tempo.

In genere appena il cucciolo fuoriesce, la madre lo lecca vigorosamente sul muso per allontanare i liquidi fetali e stimolare la respirazione.

Qualora questo comportamento non avvenisse, il proprietario deve prontamente intervenire, asciugando e cercando di mantenere il cucciolo in posizione verticale per agevolarlo nella liberazione delle vie aeree.

Per quanto riguarda il cordone ombelicale, generalmente quest’ultimo viene staccato dalla madre. Se questo non avviene, contattate il vostro medico veterinario.

Una volta completata anche la terza fase (espulsione della/e placente), il proprietario si dovrà assicurare che tutti i cuccioli si attacchino con vigore alle mammelle, lasciandoli poi mangiare tranquilli.

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