Donne in gravidanza e rischi alimentari: dove informarsi?

Facciamo il punto della situazione alla luce delle informazioni ora disponibili su siti scientificamente sicuri, così che questa materia non diventi anch’essa tema di fake news.

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Le donne che si trovano in stato di gravidanza o che decidono di pianificare una gravidanza cercano, generalmente, di procurarsi più informazioni possibili sugli eventuali pericoli che possono correre.

Davanti a una decisione così delicata, la spinta di una donna ad accaparrarsi notizie è quasi spasmodica, finendo per accumulare input da ogni provenienza, anche la più incerta (madre, amiche, conoscenti); pagine che danno informazioni di questo genere ce ne sono a centinaia, se non a migliaia.

Aggiungiamo, inoltre, che tutti noi abbiamo avuto a che fare con indicazioni provenienti anche da ambiti qualificati dal punto di vista medico, ma che con la realtà scientifica avevano poca attinenza (classico esempio: “Signora, si liberi del gatto!”).

Oggi però, è possibile reperire documenti di assoluta certezza e chiarezza su siti istituzionali, che ogni veterinario potrà indicare alle proprie clienti in cerca di rassicurazioni.

Quali sono i reali rischi microbiologici reali?

Dopo il concepimento, nel corpo della donna prende avvio una serie di cambiamenti ormonali che provocano effetti anche sul sistema immunitario, aumentando la sensibilità e riducendo la capacità di resistenza alle malattie infettive: per questo l’attenzione a un’alimentazione sicura deve essere maggiore.

Probabilmente il rischio più elevato è Listeria monocytogenes. La maggior parte delle persone viene infettata tramite il consumo di pesce affumicato e stagionato, carne sottoposta a trattamento termico e formaggi molli e semi-molli; non sono da escludere neppure le insalate pronte.

Ma la malattia più famosa tra le donne è senz’altro la toxoplasmosi; in realtà, la scarsa conoscenza delle vie di trasmissione e dei metodi per ridurre i rischi ha provocato, nel tempo, abbandoni in quantità di innocenti felini e, viceversa, errori nella scelta degli alimenti sicuri.

Seguono, poi, salmonellosi, Escherichia coli, campylobacteriosi (Campylobacter jejuni), epatite A (virus HAV, Hepatitis A Virus), Norovirus; tutte possono avere pesanti riflessi sulla salute della madre e, per questo, incidere su quella del feto.

L’ultima entrata è l’anisakiasi (Anisakis simplex e Pseudoterranova decipiens); in realtà non esistono evidenze di danni al feto, ma il pericolo è semplicemente dovuto agli effetti che la parassitosi può avere sulla salute della gestante. Il problema è legato al consumo del pesce crudo.

Dove possono informarsi le donne in gravidanza?

In linea generale, il portale ISSalute dell’Istituto superiore di sanità, contribuisce a contrastare la disinformazione sulle notizie sanitarie e, nella sezione “La salute dalla A alla Z”, alla lettera “G”, si trovano le principali indicazioni per una gravidanza serena, dove vengono anche sfatate diverse “bufale”.

Nella sezione “La nostra salute/Vivere in salute”, alla pagina “Gravidanza, corretta alimentazione/Vivi sano”, il Ministero della Salute fornisce indicazioni circa la buona alimentazione in gravidanza, importante per garantire la salute della mamma e del nascituro.

Recentemente, l’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, ha realizzato il sito Web www.alimentigravidanza.it, un portale in cui è possibile approfondire la conoscenza dei principali patogeni che mettono a rischio la futura mamma e il suo bambino e che raccoglie alcune delle principali indicazioni utili alle future mamme.

Nel portale si possono trovare gli agenti patogeni più pericolosi veicolati dal cibo durante la gravidanza, le caratteristiche delle malattie che essi possono provocare, gli alimenti che possono costituire un problema e le indicazioni per mangiare in sicurezza.

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