“Reti Fantasma”: un’operazione contro i muri della morte nel mare

Oltre ad essere un pericolo per la sicurezza di sub e bagnati, le reti da pesca, se lasciate in mare, rappresentano per le specie ittiche che vi rimangono intrappolate dei veri e propri "muri della morte" e danneggiano gravemente l'habitat marino.

reti fantasma

L’Operazione Reti Fantasma è una campagna mirata ad individuare e recuperare le reti da pesca abbandonate nei fondali marini e lungo le coste della nostra Penisola.

Lanciata alla fine della scorsa estate dal Comando Generale della Guardia Costiera su indicazione del Ministro dell’Ambiente, l’attività vedrà scendere in campo anche i volontari del WWF SUB che, nell’ambito della Campagna GenerAzioneMare lanciata dall’Associazione, concorreranno nell’attività di mappatura delle reti ormai abbandonate e disperse nei fondali marini.

Cosa sono le reti fantasma?

Le reti fantasma sono responsabili dell’alterazione dell’ecosistema marino, in quanto disperdono nell’ambiente le microparticelle sintetiche delle quali sono composte, rappresentando per le specie ittiche che vi rimangono intrappolate (fenomeno conosciuto come bycatch che coinvolge non solo pesci, me anche altri animali marini come tartarughe, uccelli e mammiferi marini) dei veri e propri “muri della morte”, sempre più spesso – purtroppo – a danno delle specie marine protette oltre che un pericolo per la sicurezza di subacquei e bagnanti.

L’ammontare delle attrezzature da pesca sommerse, in gran parte di plastica, rischia di continuare a crescere a dismisura e le conseguenze sugli ecosistemi marini rischiano di divenire irreparabili.

Recuperate in un anno sei tonnellate di plastiche

Il bilancio annuale dell’operazione “Reti fantasma” parla di sei tonnellate di reti abbandonate rimosse dai fondali marini e avviate al corretto iter per la distruzione.

“L’attività condotta dai Nuclei subacquei della Guardia Costiera – spiega il Ministro dell’Ambiente Sergio Costaha portato alla rimozione dai fondali marini di 6 tonnellate di plastiche disperse in mare pari, a titolo esemplificativo, a circa 200mila bottiglie di plastica in abbandono sui fondali marini“.

FONTE: Wwf.it

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