Non verranno uccisi gli scoiattoli grigi in Emilia Romagna

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    scoiattoli grigi

    C’è una svolta positiva nella vicenda degli scoiattoli grigi nordamericani che pochi giorni fa erano stati condannati a morte da una delibera approvata dalla Giunta della Regione Emilia-Romagna.

    Grazie alla collaborazione fra la LAV e l’Assessorato regionale all’Agricoltura, gli animali catturati saranno affidati all’associazione animalista.

    Il ruolo di LAV nel salvataggio degli scoiattoli

    Pochi giorni fa la Regione Emilia-Romagna aveva deliberato un monitoraggio per rilevare la presenza degli animali, con successiva loro uccisione nelle camere a gas.

    Ma, grazie all’offerta di collaborazione da parte della LAV, la Regione è ora disponibile a procedere nel senso proposto dall’associazione.

    L’associazione si occuperà di loro, li curerà e ospiterà a vita in un santuario autorizzato dal Ministero dell’Ambiente, per accogliere le cosiddette specie aliene invasive.

    Siamo molto felici della disponibilità espressa dalla Regione Emilia-Romagna, che consentirà di salvare la vita agli scoiattoli.

    Dopo la cattura, saranno ospitati a vita in un santuario allestito con tutti gli accorgimenti e le strutture necessarie a garantire il massimo benessere e tutela degli animali”, dichiara Massimo Vitturi, responsabile nazionale LAV Animali Selvatici.

    Gli scoiattoli grigi sono specie invasie

    Gli scoiattoli grigi nordamericani (Sciurus carolinensis) per decenni sono stati venduti come “animali da compagnia”.

    Si sono poi diffusi nell’ambiente, andando a soppiantare nel suo habitat lo scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris) autoctono in Europa.

    Gli scoiattoli grigi sono inseriti nella lista delle specie più problematiche al mondo dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

    Il Regolamento europeo per la gestione delle specie definite invasive, prevede che gli animali siano eradicati utilizzando metodi letali o non letali.

    La LAV chiede che il Governo nazionale concorra al finanziamento della ricerca sul vaccino immunocontraccettivo per questa specie, sperimentato per ora in Gran Bretagna.

    Il vaccino, secondo LAV, rappresenta l’unica prospettiva realmente praticabile, perché agisce unicamente sull’inibizione della riproduzione.

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