Quando il gatto ingrassa e mette qualche chilo di troppo, cosa fare?

L'obesità è una condizione patologica caratterizzata da accumulo di grassi abbondantemente in eccesso, pari al 20-30% in più del peso ideale, rispetto al necessario funzionamento ottimale del corpo.

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gatto ingrassa

Il gatto mette qualche chilo di troppo? Non è così raro dato che l’obesità è una forma di malnutrizione sempre più frequente nei gatti e colpisce il 20-40% dei gatti domestici di tutto il mondo.

In genere, la colpa dell’eccessivo peso viene attribuita all’alimentazione, troppo abbondante o troppo ricca.

In altri casi gli squilibri alimentari derivano dalla scarsa conoscenza della fisiologia del gatto e quindi dalla convinzione che qualche bocconcino extra non possa certo essere pericoloso ma solo appagante per il felino, con conseguente eccessiva assunzione di determinati principi nutritivi.

Esistono tuttavia dei gatti con qualche chilo di troppo con proprietari consapevoli che somministrano alimento di qualità e nelle quantità che rispettino i normali fabbisogni fin da piccoli.

Escludendo i disturbi ormonali è necessario indagare quindi sulle possibili cause dell’obesità.

Anche se il cibo è distribuito in quantità ridotta, è sufficiente che il dispendio energetico sia ancor più ridotto per squilibrare il rapporto tra energia ingerita ed energia consumata.

Quindi, un gatto che mangia poco, ma che si muove ancor meno, può ingrassare.

L’ansia rientra tra le cause in grado di indurre un gatto a ridurre la sua attività fisica.

Mentre nel cane i comportamenti ansiosi sono in genere fastidiosi per i proprietari (vocalizzazioni, deiezioni e aggressioni), nel gatto l’ansia può portare a una soppressione della maggior parte delle attività.

In alcuni casi l’ansia stimola un comportamento bulimico, in quanto il contatto orale è uno dei meccanismi che consentono al gatto di lottare contro lo stress.

Per questo, alcuni soggetti si dedicano eccessivamente alla toelettatura, altri mangiano di continuo, altri ancora manifestano entrambi questi comportamenti.

In caso di obesità è importante seguire un iter diagnostico preciso e scrupoloso.

Il medico veterinario ha le competenze per capire l’eziologia del problema: se tale patologia dipende da un disordine metabolico o da un problema gestionale o perché affetto da un disturbo comportamentale.

Quindi, in primis si effettua la visita clinica e tutti gli esami per valutare lo stato di salute.

Oltre al peso si valuta il BCS (body condition score) il sistema di punteggio a 5 o 9 punti da cui si acquisiscono le misure morfometriche utili per calcolare il grasso corporeo.

Successivamente si effettua la visita comportamentale.

Oggi la visita comportamentale permette di valutare se il soggetto ha qualche chilo in più (o addirittura obeso) in quanto affetto da ansia o depressione, per mancanza di stimoli interessanti, sedentarietà o se la responsabilità è esclusivamente del proprietario che non ritiene importante il peso o la corretta quantità di cibo da somministrare.