Ogni cane merita una seconda possibilità: la storia di Taro

Taro è un cane che ha rischiato di essere annegato appena nato, di finire nelle mani di un addestratore coercitivo e di passare il resto dei suoi giorni in canile: chi lo vuole un cane grosso, nero ed etichettato come “morsicatore”? Fortunatamente, però, esistono le seconde possibilità.

cane taro

Quando la genetica non ti aiuta e nasci grosso, nero e con inclinazioni di razza che giustificano assolutamente il tuo aspetto fisico, allora potresti essere un cane incrocio Pastore Tedesco/Rottweiler. Se poi sei nato in una cascina in provincia di Milano, dove tu e i tuoi fratelli rischiate di venire affogati, allora potresti chiamarti Taro.

Se poi vieni adottato da un donna che, per paura che ti annegassero, ti ha portato a casa a soli 20 giorni dove vieni amato tantissimo ma costretto alla guardia tutto il giorno, uscendo una volta alla settimana con un dog sitter che ti insegna solo i “comandi” e ogni tanto prendi pure qualche bastonata, allora sei proprio lui: Taro.

Taro ad un anno non ce la fa più

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Taro diventa un cane che ad un anno non ce la fa più: è completamente privo degli autocontrolli per l’allontanamento precoce dalla mamma, tutto il giorno in preda alla frustrazione e senza un minuto di riposo e pausa. Taro, allora, perde la testa e morde la proprietaria e la sorella.

Non è stato un morso di quelli veramente gravi, è stato un morso causato dalle circostanze ma è bastato per farlo allontanare da casa immediatamente, su consiglio di dog sitter ed educatore cinofilo sul momento interpellato.

Trascinato e rinchiuso in un canile

Taro viene prelevato da casa, come se fosse un cane – serial killer, dagli operatori del canile sanitario e portato via.

Invece di parlare con la proprietaria e spiegare che un cane di quella mole, indole, giovinezza e salute, aveva bisogno di socializzare, lavorare sul suo autocontrollo e sulla sua sicurezza, di avere una quotidianità più soddisfacente e appagante, gli “esperti” interpellati hanno pensato bene di farlo rinchiudere, consapevoli del fatto che sarebbe potuta essere la sua condanna.

Un cane che non aveva mai mostrato segni di aggressività in passato e che aveva “morso” in circostanze ben precise e contestualizzate.

Ed è così che io Mary, ho conosciuto Taro.

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La Presidente di Second Change for Dogs, Mary Veg, e Taro.

Ed è così che io Mary, ho conosciuto Taro. L’ho prelevato dalla sua cella, su autorizzazione della proprietaria, e me lo sono caricato nella mia jeep: lui e il suo certificato di dimissioni con su scritto in rosso “cane morsicatore”.

Da allora Taro non ha mai più morso e non ha mai più mostrato atteggiamenti disfunzionali, anzi.

Ora è un cane sano, equilibrato, forte, in salute e dolcissimo.

Taro è diventato l’ispiratore, il simbolo di Second Chance for Dogs: un progetto che mira a realizzare una struttura interamente dedicata ai cani con problematiche comportamentali, che siano esse derivate da una errata gestione, da privazioni o da maltrattamenti, per poter rieducare e riaffidare a nuove famiglie che verranno seguite a vita.

Ogni cane merita una seconda possibilità!” questa la filosofia che sta alla base di Second Chance For Dogs dove, oltre a Taro, sono presenti altri cani: Sasha, Jack e Pluto.

Taro, il cane che ha ispirato il progetto Second Chance for Dogs

La storia di Taro ha ispirato il progetto ed è il caso tipico di come i cani, esattamente come le persone, a volte sbagliano se messi sotto pressione.

Purtroppo, sono tante le storie di cani che vengono considerati soggetti aggressivi e problematici, e di fatto lo sono.

Solo che non lo sono per colpa loro e soprattutto non lo saranno per tutta la vita!

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Molti cani hanno la sfortuna di ritrovarsi in contesti errati, ma ancora prima hanno la sfortuna di nascere in contesti in cui venivano considerati merce o addirittura impegni di cui liberarsi al più presto.

Ogni cane inserito nel contesto corretto secondo le proprie inclinazioni/caratteristiche naturali può essere un buon cane.

Per questo motivo, Second Chance for Dogs organizza eventi e serate informative: “No Bad Dogs Events” dove creano coesione e informano le persone su comportamento e aspetti legali dell’antico legame tra uomo e cane.

Come puoi aiutare a realizzare il sogno di Second Chance for Dogs?

Per questo motivo, tutti possono aiutare in molti modi: innanzitutto iscrivendosi alla nostra associazione e magari diventando anche Ambasciatore o Ambasciatrice SCFD.

Aiutando nell’organizzazione degli eventi, condividendo i nostri post sui social, aiutandoci a trovare la struttura che possa diventare la nostra Sede e la casa per i cani in riabilitazione.

Oppure tramite le donazioni. 

Abbiamo diversi modi per ricevere aiuto e donazioni economiche, sia mensili che una tantum: Conto Corrente, Paypal, Teaming. Per ricevere tutti i dettagli basta mandarci una mail a: info.secondchancefordogs@gmail.com o inviare un messaggio attraverso i nostri social: Facebook: Second Chance for Dogs Instagram: @second_chance_italy oppure visita il nostro sito! www.secondchancefordogs.cloud.

Redatto da: Mary Veg, Presidente “Second Chance for Dogs”.