In viaggio senza problemi

È buona regola prepararsi una sorta di vademecum da seguire nel caso ci si debba spostare con il proprio amico a quattro zampe: non solo in caso di viaggi legati a un momento di vacanza ma anche per gli spostamenti standard in quanto bisogna essere preparati a ogni imprevisto e organizzarsi anticipatamente.

0
animali in viaggio

Per il veterinario, questa è l’occasione per poter dare al proprietario consigli utili per la gestione corretta dell’animale durante il tragitto, il soggiorno nel luogo di vacanza o la permanenza a casa.

Le soluzioni da adottare sono diverse: anche se il proprio cane rimane a casa, le possibilità
sono numerose al fine di garantirgli il giusto benessere.

Avere la possibilità di lasciare il cane a una persona fidata è importante, ma è ancora meglio poter portare il cane in vacanza. Ormai molte strutture turistiche sono attrezzate ma bisogna considerare che non tutte le vacanze sono adatte al cane. Tutto dipende da cosa gli piace fare e cosa piace fare al proprietario insieme a lui.

È necessario informarsi almeno un mese prima della partenza, in modo da avere il tempo necessario affinché i consigli possano essere messi in atto e per verificare che tutti i documenti siano in regola.

Per quanto concerne l’aspetto legislativo e sanitario, il cane deve essere identificato tramite microchip: è un obbligo di legge in ogni caso, secondo la normativa vigente

Cane in spiaggia

(Ordinanza ministeriale del 14 febbraio 2013, Ordinanza ministeriale del 6 agosto 2008,
Ordinanza ministeriale 19 luglio 2012, Dlgs 281/1991 ecc.).
Alcuni tra gli obblighi cui assolvere sono il trasportino omologato, il guinzaglio e la museruola per i cani da utilizzare quando ci si trova all’interno di luoghi pubblici.

Se la meta è oltre confine, il proprietario deve possedere il suo passaporto (Regolamento (CE) n. 998/2003), e un libretto delle vaccinazioni aggiornato. la vaccinazione antirabbica ove prevista.

A fronte dei trattamenti obbligatori, ne esistono altri che possono essere consigliati in base
alle Regioni in cui l’animale dovrà soggiornare o transitare.

In alcuni Paesi, l’animale deve obbligatoriamente essere sottoposto a un trattamento vermifugo, somministrato dal veterinario, nelle 72 ore che precedono la partenza.

Inoltre, se il cane viaggia in una zona a rischio di leishmaniosi (Sud della Francia, Spagna,
Portogallo o alcune zone d’Italia) o in una zona endemica per la filariosi, si deve raccomandare un trattamento preventivo.

In tutti i casi, il proprietario deve continuare il trattamento antiparassitario mensile abituale del suo cane, anche e soprattutto in vacanza.

Quindi, informarsi prima della partenza in merito agli obblighi di legge per quanto concerne
il trasporto e la profilassi sanitaria è indispensabile onde evitare spiacevoli conseguenze.

L’inadeguata abitudine del cane a certi luoghi o a certi oggetti, può dar luogo a una risposta
di paura nel momento in cui esso vi si imbatte.
Per prevenire ciò, i proprietari dovrebbero esporli già da cuccioli a molti stimoli, durante il periodo sensibile di socializzazione, quando i soggetti accettano meglio le novità.
Questa esposizione dovrebbe essere graduale in modo che il cane possa abituarsi al nuovo stimolo.

Sarebbe meglio evitare di far viaggiare un animale ansioso, che soffre il mal d’auto oppure
cieco: il tragitto si rivelerà traumatico per entrambi, soprattutto se il cane non ha avuto modo di abituarsi.

Alcuni si adattano tranquillamente mentre altri mostrano sintomi quali distruttività, vocalizzazioni, tentativi di fuga, reazioni di evitamento nel salire sulla macchina, salivazione, vomito, ansimazione, tremori e incapacità di rilassarsi.

Se il cane ha nausea ogni volta che sale in auto, con il tempo andrà incontro all’anticipazione emozionale: la sola vista dell’auto gli farà presagire il malessere e, di conseguenza, sarà sempre più restio a salirvi oppure, quando sarà in auto, tenderà ad essere agitato, ad ansimare e a lamentarsi.

I cani che hanno paura dell’auto possono sviluppare nel tempo un tale disagio, dovuto
allo stato ansioso in cui versano quando sono in viaggio, tanto da presentare scialorrea e vomito.

Spesso i due elementi sono correlati e difficilmente distinguibili, ecco perché si
consiglia di trattare la cinetosi, ovvero il mal d’auto, e di rivolgersi a un medico veterinario
esperto in comportamento per aiutare il cane a superare il disagio emotivo legato
all’automobile.

In queste situazioni, solo un professionista può proporre eventuali soluzioni, come ad esempio un antiemetico per il viaggio o un ansiolitico per il soggiorno.

RACCOMANDAZIONI DURANTE LA VACANZA

Una volta arrivati nel luogo di vacanza è importante non cambiare l’alimentazione dell’animale, conservando gli orari e le abitudini alimentari. Ogni variazione deve essere effettuata progressivamente, per evitare di scatenare episodi di diarrea.

Per la vacanza al mare, non ci sono controindicazioni al bagno nelle spiagge autorizzate, a meno che il cane non presenti problemi dermatologici.

In tutti i casi, se l’animale entra in acqua, a fine giornata deve essere ben risciacquato, per evitare l’effetto corrosivo del sale sulla cute. A fine vacanza, una volta tornati a casa, il proprietario deve anche utilizzare uno shampoo per eliminare tutti i residui.

Mentre il cane è in spiaggia, deve essere sempre controllato, in quanto i cani amano spesso bere l’acqua di mare e la cosa è fortemente sconsigliata, visto che può provocare problemi gastroenterici, a volte molto gravi con vomito e diarrea.

Nelle zone di campagna, il proprietario deve stare attento alle spighe e controllare in modo
particolare le orecchie e gli spazi interdigitali, che deve ispezionare tutti i giorni.

Si deve fare particolare attenzione anche all’eventuale presenza di zecche che, nel caso, devono essere rimosse servendosi di apposite pinze e precauzioni: ruotando in senso antiorario la zecca prima di staccarla, evitando così che il rostro rimanga sottocute; evitare di applicare oli e alcol che potrebbero favorire il rigurgito di sangue da parte della zecca con immissioni di svariati patogeni nel sangue dell’animale.