Perché il cane ha paura dei fuochi d’artificio? Le razze più spaventate

Se in un sistema familiare è presente un cane che ha manifestato evidente paura dei fuochi d’artificio, è assolutamente necessario che il medico veterinario comportamentalista intraprenda un percorso riabilitativo atto a desensibilizzare il soggetto nei confronti dello stimolo sonoro.

fuochi d'artificio

L’animale che si impaurisce non appena avverte dei fuochi d’artificio o uno scoppio di un petardo manifesta il suo stato psico-fisico in modo evidente, con diversi sintomi e segni: orecchie basse, coda tra le zampe, tremore, scialorrea, polipnea, midriasi, l’accovacciarsi o nascondersi dietro o sotto i mobili, abbaiare eccessivamente, fuggire via, sbadigliare, eliminazione in modo inappropriato, disoressia, tendenza a distruggere gli oggetti presenti in casa o sbattere contro le porte, girare in tondo, attività motoria accentuata.

Tutte queste sono le tipiche reazioni manifestate dall’animale che si sente minacciato e quindi in pericolo.

Tale sintomatologia può essere attenuata o talmente evidente da destare notevole preoccupazione e angoscia nel proprietario. Proprio per evitare che ciò accada, è necessario intervenire prima e rivolgersi al medico veterinario comportamentalista non appena si notano dei sintomi.

MA COS’È LA PAURA?

La paura è un’emozione primaria appartenente sia al genere umano che animale. È un’emozione normale che, se controllata e regolata, ha una funzione ben precisa: garantire la sopravvivenza del soggetto.

Nel caso in cui venga percepito uno stimolo dannoso ovvero una minaccia, l’organismo, attivando il sistema nervoso autonomo, si prepara alla situazione d’emergenza.

Rappresenta, quindi, un ottimo sistema d’allarme, ma se il meccanismo si inceppa, si trasforma in fobia.

MA PERCHÉ I FUOCHI D’ARTIFICIO SPAVENTANO IL CANE?

Poiché il cane, rispetto all’uomo, ha capacità uditive nettamente superiori, è quindi comprensibile che possa essere infastidito da rumori come quelli dei fuochi d’artificio. Il suo udito è eccezionale: è sensibile alle vibrazioni sonore comprese tra 20mila e 40 mila Hz. Inoltre, le sue orecchie mobili, a forma di imbuto, gli consentono di localizzare con esattezza la provenienza di un suono.

Fortunatamente, non tutti i cani reagiscono in modo fobico quando sentono i fuochi d’artificio.

I soggetti che sono stati abituati, sin da cuccioli, al rumore dei fuochi d’artificio, non manifestano alcuna reazione di paura.

Tuttavia, talora, ci sono alcuni fattori genetici che possono giocare un ruolo rilevante nello sviluppare determinate fobie. Dai numerosi studi effettuati è emerso che sussiste una forte base genetica per il comportamento pauroso.

Nel 2015 a Oslo, in Norvegia, Linn Mari Storengen e Frode Lingaas hanno condotto una ricerca sulla sensibilità al rumore prendendo in esame 5.257 cani appartenenti a 17 razze diverse.

Dallo studio è emerso che più di un pet su cinque aveva paura dei rumori (rumori forti, traffico intenso, temporali e fuochi d’artificio), che le femmine avevano più probabilità di spaventarsi rispetto ai maschi, i cani castrati più di quelli interi e quelli anziani più dei giovani.

Tra le 17 razze, i soggetti che sembravano spaventarsi maggiormente erano Norwegian Buhund, Irish soft coated wheaten terrier e Lagotto romagnolo; quelli che invece risultavano essere meno paurosi erano Boxer, Chinese Crested e Alano.

FONTE: LaSettimanaVeterinaria

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