Quando pensiamo ai cani, la nostra mente ci riconduce all’idea di animali affettuosi, fedeli all’uomo, protettivi e molto altro ancora. Non di certo penseremmo che i cani siano degli abili strateghi, capaci di ingannare i conspecifici e l’uomo; ma la biologa Marianne Heberlein dell’Università di Zurigo, assieme al suo team, ha condotto uno studio che ha dimostrato come invece ciò sia possibile.
Secondo questa ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Animal Cognition, i cani sarebbero capaci di mettere in atto specifici comportamenti pur di arrivare allo scopo che si sono prefissi.
Per ottenere ciò che desiderano, i cani utilizzerebbero delle vere e proprie tattiche comportamentali, ingannando gli altri cani e gli uomini. A priori, ci sarebbe quindi un vero e proprio ragionamento che dimostra, ancora una volta, quanto i cani siano particolarmente intelligenti.
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Uno studio nato dai suoi cani
Marienne Heberlein ha avuto l’idea di condurre questo studio perché aveva notato che uno dei suoi due cani, ogni volta, distraeva l’altro, fingendo che ci fosse qualcosa di interessante in giardino, per sottrargli la cuccia. Si trattava, quindi, di un comportamento particolare che la dottoressa ha voluto studiare ed approfondire.
Da dove deriva il termine inganno?
Il termine inganno deriva dal latino volgare “ingannare” che a sua volta ha origine dal latino tardo “gannat”: terza persona singolare del verbo che vuol dire “canzonare”.
Significa dunque indurre in errore. Per il pet l’inganno rappresenterebbe il mezzo per arrivare a uno scopo: ottenere uno snack o un comfort.
In pratica, avvalendosi di falsi segnali, modificherebbe il comportamento di una persona, traendone beneficio. Questa tecnica risulterebbe particolarmente vantaggiosa per i soggetti subordinati o in tutte le situazioni di conflittualità.
FONTE: LaSettimanaVeterinaria