AVVELENAMENTO OFIDICO

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    Definizione

    Si tratta di un avvelenamento causato dall’inoculazione, attraverso il morso inferto con appositi denti veleniferi (c.d. zanne), nei tessuti degli animali, di una varietà eterogenea di zootossine prodotte dalle ghiandole velenifere degli unici rettili velenosi presenti nel nostro Paese, le vipere (Vipera aspis, Vipera berus, Vipera ammodytes, Vipera ursinii).

    Il veleno delle vipere è un liquido di colore giallo ambrato, limpido, inodore e leggermente denso, di composizione variabile in base alla specie, alla stagione, all’habitat, nonché alle varie condizioni fisiologiche (età, sesso, dimensioni).

    Tra gli animali domestici il cane, in particolare quello da caccia, è più frequentemente vittima del morso di vipera e la gravità dell’avvelenamento varia in funzione della quantità di veleno iniettato, della specie e mole della vipera, della dimensione dell’animale colpito e della vascolarizzazione della sede del morso.

    Eziopatogenesi

    Le zootossine sono essenzialmente proteine ad attività enzimatica, che producono il loro effetto agendo in maniera sinergica: ialuronidasi (fattore di diffusione del veleno nei tessuti), chininogenasi (con attivazione di un potente vasodilatatore, quale la bradichinina, e stimolazione della fosfolipasi A che avvia la cascata dell’acido arachidonico, generando infiammazione sistemica), fosfolipasi (emolisi, alterazione dell’eccitazione nervosa ecc.), proteasi (azione anticoagulante e necrotica tessutale), citotossine (depressione della funzione cardiocircolatoria) ecc. Questa complessa miscela viene assorbita tramite i vasi linfatici per poi entrare nel circolo sistemico.