Definizione
L’arsenico è un metalloide presente in abbondanza nel suolo e nelle acque, a causa dell’erosione e delle attività antropiche, nonché nei tessuti vegetali e animali.
Rappresenta la base costitutiva di composti pesticidi, erbicidi e antiparassitari (melarsomina e tioacetarsamide), sovente impiegati per il trattamento della filariosi cardiopolmonare nel cane e nel gatto, con il rischio di intossicazione. Esiste in varie forme, di cui quelle inorganiche (arsenico trivalente, pentavalente) sono biologicamente più attive.
Eziopatogenesi
L’arsenico trivalente reagisce prontamente con i gruppi sulfidrilici delle proteine, bloccando la piruvato- e la succinico-deidrogenasi con conseguente inibizione del metabolismo energetico di carboidrati e lipidi.
L’arsenico pentavalente provoca disaccoppiamento della fosforilazione ossidativa, con danno mitocondriale, blocco della respirazione cellulare, formazione di radicali ossidativi, possibile danno al DNA e, nell’esposizione cronica, cancerogenesi.
I tessuti caratterizzati da più alti fabbisogni energetico-ossidativi, quali la mucosa intestinale, la cute, il parenchima renale ed epatico ecc., risultano quelli più danneggiati.