Fabbisogno energetico del cane: quali fattori lo influenzano

Non esiste una proporzionalità diretta tra peso dell'animale e fabbisogni perché il dispendio di energia dipende dall’estensione della superficie corporea.

A cura di: Prof.ssa Giorgia Meineri

fabbisogno energetico

Il fabbisogno energetico è, per definizione, la quantità di energia necessaria per la vita e la normale attività di un organismo.

L’energia è il carburante del motore animale che se la procura “bruciando” proteine, grassi e carboidrati; la resa energetica di ciascuno di essi è diversa: i più efficienti sono i grassi, seguono proteine e carboidrati; i minerali e le vitamine non forniscono energia.

Se l’energia è insufficiente l’animale “mangia se stesso” e quindi dimagrisce; se eccede i fabbisogni, viene immagazzinata sotto forma di grasso e si ha quindi ingrassamento.

IL FABBISOGNO ENERGETICO DEL CANE

La vita degli animali è resa possibile dalle trasformazioni dell’energia chimica contenuta nei nutrienti organici: proteine, lipidi, glucidi.

Essa si concretizza in varie forme: energia termica, che si manifesta sotto forma di calore, energia meccanica, che si estrinseca sotto forma di lavoro muscolare, energia chimica delle produzioni animali (latte, carne, grasso, ecc.), energia elettrica che consegue, in quantità molto limitate, al lavoro muscolare ed alle secrezioni.

Solo una parte dell’energia fornita viene utilizzata dall’animale, il resto, è perso con le deiezioni e con il lavoro digestivo, la prima passa sotto il nome di energia metabolizzabile (EM).

Mentre le quantità di energia bruta sono sempre le stesse, quelle di EM possono variare in funzione della digeribilità dei nutrienti ed essere quindi più elevate o più basse di quelle indicate a seconda che la digeribilità sia rispettivamente più bassa o più alta.

Moltissimi studi sono stati effettuati per stabilire le necessità caloriche (o fabbisogni energetici giornalieri) di base delle varie specie.

L’importanza del peso corporeo è risultata subito evidente, ma non si è tardato a capire che, da sola, non poteva costituire un parametro valido. La dispersione del calore prodotto dagli organismi viventi è infatti funzionale alla loro superficie, piuttosto che al loro peso.

La determinazione del fabbisogno energetico non è facile, ma è indispensabile perché condiziona le quantità di cibo assunte e quindi quelle degli altri principi nutritivi.

Il fabbisogno energetico basale è rappresentato dalla quantità di energia consumata da un individuo che non effettua movimenti, a digiuno e in condizioni di termoneutralità. Esso rappresenta il valore minimo energetico compatibile con la vita.

La sua importanza è rilevante dal punto di vista concettuale, ma scarsa dal punto di vista pratico.

IL FABBISOGNO ENERGETICO DI MANTENIMENTO

Il valore di riferimento correntemente utilizzato in alimentazione è quello relativo al fabbisogno energetico di mantenimento, che esprime la quantità di energia consumata da un animale adulto, con attività fisica moderata, in condizioni di termoneutralità.

Il fabbisogno energetico di mantenimento dei cani viene stimato, mediamente, pari al doppio di quello basale, ma tale valutazione è stata recentemente messa in dubbio.

La determinazione del fabbisogno energetico di mantenimento, assieme a quella del contenuto energetico degli alimenti, rappresenta la chiave di volta del razionamento.

Nel cane, le variabili che possono modificare il fabbisogno di mantenimento sono numerose e ponderalmente rilevanti, la loro valutazione diventa così indispensabile per poter procedere a una corretta stima del fabbisogno. Si vedrà infatti come, a seconda dei casi, si possano avere necessità energetiche molto diverse tra di loro.

Le variazioni di peso dei cani, ad esempio, variano da 1 kg a 100 kg; il mantello può essere lungo e folto o quasi inesistente; l’indole e, di conseguenza, l’attività fisica spontanea sono diversissime. Non bisogna inoltre dimenticare l’influenza dello stile di vita imposto all’animale.

QUALI SONO I FATTORI CHE INFLUENZANO IL FABBISOGNO ENERGETICO DI MANTENIMENTO?

Le principali variabili da considerare sono le seguenti:

– la temperatura dell’ambiente

Gli organismi animali godono di maggior benessere quando vivono in un ambiente con temperatura leggermente inferiore alla zona di neutralità termica, perché essi hanno maggior difficoltà a lottare contro il caldo piuttosto che contro il freddo.

Il cane reagisce a un’esposizione prolungata al freddo aumentando il pannicolo adiposo sottocutaneo e la lunghezza del pelo. La zona di neutralità termica dei cani a pelo raso è di circa 25 °C, quella dei cani a pelo folto di circa 14 °C;

– il lavoro digestivo

L’alimentazione influisce sul fabbisogno di mantenimento in quanto comporta un dispendio energetico dovuto alla prensione e masticazione del cibo, nonché alla sua digestione e metabolizzazione.

– il temperamento

Quest’ultimo influenza l’entità del movimento, con un conseguente dispendio energetico, che, in determinati individui, può essere rilevante.

Ovviamente per movimento si intende quello spontaneo, compiuto dall’animale nel suo ambiente e comprendente quello indotto dagli stimoli ambientali (rumori, compagnia di altri animali, vista di persone, di animali o di cose, ecc.).

Esso comporta un incremento del fabbisogno energetico del 10 – 40%, a seconda del temperamento della razza e dei singoli individui.

La pratica richiede sistemi semplici e di rapida applicazione. Una sola equazione rappresenterebbe quindi la soluzione ottimale. Attualmente però, utilizzando una qualsiasi delle equazioni riportate in letteratura si rischia di commettere degli errori.

Il crescente numero di soggetti obesi (30 – 40% della popolazione) è la conferma dei molteplici errori compiuti nel razionamento e le responsabilità non sono solo dei proprietari troppo accondiscendenti verso i propri animali o poco attenti ai dosaggi!

È importante rivolgersi sempre al medico veterinario prima di intraprendere qualsiasi cambiamento nell’alimentazione del proprio cane.

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