Apparato Riproduttore

A cura di: Prof. Giuseppe Catone

cane gatto

Apparato genitale maschile

Gli organi riproduttivi maschili includono: scroto, testicoli, epididimo, dotti deferenti, cordone spermatico, prostata, pene e prepuzio. Nel gatto, a differenza del cane, sono presenti anche le ghiandole bulbo-uretrali.

Lo scroto è una tasca cutanea comune ai due testicoli ed è diviso da un setto mediano in due logge occupate ognuna da un testicolo. La cute si presenta sottile, pigmentata, priva di peli nel cane, mentre è ricoperta da peli duri e fitti nel gatto. Si trova in posizione perineale bassa nel cane e perineale alta nel gatto. Sotto il tegumento si trovano le ghiandole sebacee ed un sottile strato di muscolatura liscia con fibre collagene ed elastiche, il dartos. All’interno dello scroto, i testicoli sono circondati da una membrana sierosa (tunica vaginale), adesa alla quale è presente un muscolo, il cremastere, le cui contrazioni e rilasciamenti sono responsabili dei movimenti volontari dei testicoli e, insieme al dartos, del loro meccanismo di termoregolazione.

I testicoli, o gonadi maschili, sono posizionati obliquamente all’interno dello scroto e hanno una forma ovoidale; la loro funzione principale è quella di produrre gli spermatozoi e alcuni ormoni, come il testosterone.

L’epididimo è un sottile dotto, che decorre esternamente al testicolo, lungo il suo asse maggiore; è suddiviso in tre porzioni: la testa che occupa il polo craniale del testicolo, il corpo che decorre lungo la sua superficie dorso-laterale e la coda che è attaccata alla sua estremità caudale. Gli spermatozoi, formati all’interno del testicolo, vengono trasportati dall’epididimo, lungo il quale subiscono anche un processo di maturazione, verso il dotto deferente.

Il dotto deferente è la continuazione dell’epididimo, risale nella cavità addominale attraverso l’anello inguinale, per sboccare in corrispondenza della porzione prostatica dell’uretra (dotto che collega la vescica con l’esterno, permettendo il deflusso dell’urina, ma, nel maschio, anche quello del liquido seminale durante l’eiaculazione). Nel cane, così come nel gatto, non è presente la porzione ampollare del deferente.

Il complesso anatomico formato da dotto deferente, vasi testicolari arteriosi e venosi, vasi linfatici, nervi, legamenti e fasce muscolari, è chiamato cordone spermatico.

La prostata è l’unica ghiandola accessoria del cane. Ha la funzione di secernere un liquido che garantisca un ambiente ottimale per la sopravvivenza degli spermatozoi. Si trova subito dietro il collo della vescica e circonda l’uretra. Questa ghiandola è bilobata nel cane, mentre nel gatto è costituita da quattro lobi, due craniali e due caudali.

 

Il pene è l’organo copulatore. Nel cane è sospeso, tramite la cute, alla parete ventrale dell’addome anteriormente allo scroto, mentre nel gatto è localizzato ventralmente allo scroto e diretto caudalmente. Il pene è costituito da tre parti: radice, corpo e glande. Il corpo è formato da due corpi cavernosi (che rappresentano il tessuto erettile) che originano dalla radice. Il glande è la struttura che si trova all’estremità del pene e presenta, nel cane, una dilatazione chiamata bulbo del glande, che acquisisce dimensioni maggiori durante la fase di accoppiamento, determinando un vero e proprio blocco; inoltre, sempre nel cane, alla base del bulbo del glande è presente una struttura ossea, l’osso penieno, che serve a facilitare la penetrazione nella prima fase dell’accoppiamento. Nel gatto, invece, il glande ha una forma conica e presenta sulla sua superficie delle robuste papille o spicule peniene, importanti non solo per lo stimolo ovulatorio, ma anche per prevenire la fuoriuscita prematura del pene dalla vagina durante l’accoppiamento.

Il prepuzio, o fodero, è una guaina che riveste completamente il pene non eretto, con funzione protettiva; è lungo nel cane e breve e libero nel gatto.

Le ghiandole bulbo-uretrali, presenti esclusivamente nel gatto, sono pari e localizzate dorso-lateralmente al bulbo del pene. Hanno la funzione di secernere un liquido ricco di sostanze nutritive indispensabile per gli spermatozoi

La pubertà rappresenta il periodo in cui un individuo raggiunge la capacità riproduttiva; nei cani maschi viene raggiunta a circa 7-9 mesi, mentre nei gatti maschi a circa 5 mesi. Due sostanze ad azione ormonale, le gonodotropine FSH e LH, prodotte dall’ipofisi (ghiandola endocrina situata alla base del cranio), stimolano rispettivamente la spermatogenesi e la secrezione di testosterone.

La spermatogenesi è un complesso processo di proliferazione e modificazioni cellulari concernenti l’epitelio germinativo del testicolo che culmina con la produzione di spermatozoi. Gli spermatozoi lasciano man mano i tubuli seminiferi, raggiungono la prostata, che con il suo secreto contribuisce alla formazione di gran parte del volume finale del liquido seminale. Gli spermatozoi acquisiscono la mobilità e la capacità di fertilizzare lungo il passaggio nell’epididimo ed in particolar modo a livello della coda dove, peraltro, vengono immagazzinati. La durata della spermatogenesi è di 62 giorni. Nel cane, il liquido seminale viene eiaculato in tre frazioni; la prima frazione, o frazione pre-spermatica, è di derivazione prostatica, generalmente ha un volume inferiore ai 5 ml e si presenta limpida e acellulare; la seconda frazione, o frazione spermatica, è ricca di spermatozoi, precedentemente immagazzinati nella coda dell’epididimo, con volume variabile (da 1 a 4 ml) e di colore lattescente; la terza frazione, o frazione prostatica, è di volume considerevole e di colore limpido. Il volume totale del liquido seminale varia nel cane a seconda delle razze ed ha un range compreso tra 1.0 e 80.0 ml. Il volume dell’eiaculato nel gatto è di 0,01-0,77 ml.

Apparato genitale femminile

L’apparato genitale femminile è formato da ovaie, tube uterine, utero, vagina, vestibolo, clitoride e vulva.

Le ovaie, in numero di due, producono le cellule germinali (cellule uovo) ed esplicano attività endocrina, secernendo ormoni sessuali come estrogeni, progesterone e testosterone. Hanno una forma ovale e misurano nella cagna circa 1,5-2 x 1-1,5 x 0,8-1 cm, mentre nella gatta circa 1.0 x 0.3 x 0.5 cm. Ciascun ovaio è posto a breve distanza dal polo caudale del rene corrispondente. Nella cagna è avvolto da una vera e propria borsa ovarica che non è presente nella gatta.

La tuba è un piccolo condotto, che collega ciascuna delle due ovaie alla cavità uterina. Ha la funzione di accogliere la cellula uovo al momento dell’ovulazione, creando le condizioni adatte per la fecondazione, per poi trasportarla in utero per la successiva gestazione. È lunga da 6 a 10 cm nella cagna e 5-6 cm nella gatta.

L’utero è un organo muscolo-membranoso cavo, deputato ad ospitare la gestazione. Ha una forma a Y ed è costituito da due corna e una cervice. La cervice ha la forma di uno stretto canale fibromuscolare e funge principalmente da barriera tra la vagina e l’utero, rimanendo ermeticamente chiusa da un tappo mucoso durante la gravidanza. Le dimensioni sono comprese tra 1,5 e 2 cm .

La vagina è un canale muscolo-membranoso, disposto sul pavimento della cavità pelvica, capace di estendersi notevolmente durante il parto. Anteriormente è connessa all’utero e caudalmente si continua con il vestibolo.

Il vestibolo rappresenta l’ultimo tratto dell’apparato genitale. Inizia in prossimità dello sbocco dell’uretra (piccola apertura che permette il passaggio dell’urina) e termina in prossimità della vulva. Il clitoride, compreso nel vestibolo, non è molto visibile essendo coperto da una fossetta (fossetta clitoridea); rappresenta il corrispondente del pene maschile ed è costituito da due pilastri di tessuto erettile, i cosiddetti corpi cavernosi, da un corpo e da un glande; in corrispondenza di quest’ultimo nella gatta si può riscontrare la presenza di una piccola cartilagine.

La vulva si trova caudalmente al vestibolo ed è costituita da due pliche carnose, le labbra vulvari, collegate tra loro dalle commessure dorsale e ventrale. Le labbra definiscono la rima vulvare, confine tra il rivestimento cutaneo esterno e la mucosa del vestibolo.

La pubertà rappresenta, come detto, il periodo in cui un individuo raggiunge la capacità riproduttiva; nella cagna viene raggiunta tra i 6 e i 10 mesi (potendo arrivare fino a 24 mesi nelle razze giganti), mentre nella gatta circa a 8-13 mesi. Generalmente la cagna manifesta due cicli estrali l’anno. La gatta, invece, è un animale poliestrale stagionale, manifesta cioè il calore in maniera continuativa per diversi mesi l’anno, alternando questi periodi di ciclicità regolari a intervalli di quiescenza (anestro stagionale). L’alternanza è regolata dal rapporto luce e buio (fotoperiodo) nell’arco della giornata; necessitano, infatti, 12-14 ore di luce affinché avvenga il rilascio delle gonadotropine stimolanti la crescita dei follicoli.

Ciclo estrale nella cagna

Il ciclo estrale si compone di quattro fasi: proestro, estro, diestro e anestro.

Il proestro viene clinicamente definito come il periodo del ciclo estrale in cui è possibile riconoscere alcuni cambiamenti esterni che caratterizzano l’imminenza dell’estro. La durata media del proestro è di 9 giorni, con un range tra 0 e 27 giorni. Durante questo periodo la cagna attrae il maschio, ma non è recettiva all’accoppiamento. Le ovaie subiscono intense modificazioni, i follicoli si accrescono e secernono estrogeni a livelli sempre più elevati; questi ormoni espletano numerosi effetti, quali sviluppo dell’utero, con più o meno modesti sanguinamenti (perdite siero-ematiche), ed edema della vagina e della vulva, che rende difficile l’accoppiamento. In questa fase la concentrazione del progesterone si trova a livelli bassi fino al raggiungimento dell’estro.

L’estro è il periodo dell’accettazione del maschio da parte della femmina. Le perdite che si evidenziano, generalmente, sono più chiare. La durata media dell’estro è di 7-9 giorni, potendo andare da 0 a 24 giorni. L’accettazione del maschio è determinata dal cambiamento ormonale: gli estrogeni decrescono e si innalza il progesterone, indispensabile per l’ovulazione (espulsione dal follicolo della cellula uovo). L’ovulazione avviene 36-50 ore dal picco di LH. L’estro è il momento in cui la cagna può rimanere gravida; se si verifica l’accoppiamento, infatti, la cellula uovo viene fecondata a livello delle tube. La fecondazione consiste formazione dello zigote e successivamente dell’embrione, il quale rimane per 9-10 giorni nella tuba, per poi entrare in utero dove rimane per tutto il periodo della gravidanza.

Il diestro è la fase in cui predomina la secrezione di progesterone, che in caso di avvenuto accoppiamento risulta fondamentale per l’impianto dell’ovulo fecondato in utero e per il mantenimento della gravidanza. Nel caso di avvenuta fecondazione, il diestro dura 60 giorni, che corrisponde appunto alla durata della gravidanza, mentre nella femmina non gravida dura 90 giorni.

L’anestro è l’ultima fase del ciclo estrale e rappresenta la fase quiescente del ciclo riproduttivo.

Ciclo estrale nella gatta

Nella gatta l’ovulazione è indotta, avviene cioè in genere solo se c’è stato l’accoppiamento. Tuttavia, anche in questa specie animale, è possibile un’ovulazione spontanea. Durante la stagione riproduttiva la gatta presenta una serie di estri anovulatori (assenza di ovulazione), ognuno dei quali dura in media 7 giorni (potendo andare da 3 a 20 giorni) ed è seguito da un periodo di inattività di circa 10 giorni (potendo andare da 8 a 30 giorni o prolungarsi fino a circa 45 giorni in gatte che hanno ovulato, ma che non hanno sviluppato una gravidanza).

Il proestro dura 1-3 giorni; in questo periodo si ha lo sviluppo di 3-7 follicoli ovarici. Anche nella gatta, l’aumento degli estrogeni determina le modificazioni comportamentali (vocalizzazioni), ma senza accettare la monta.

Durante l’estro, la cui durata è influenzata dalla stagione e dall’avvenuta o meno ovulazione, i livelli di estrogeni raggiungono il picco al momento dell’accettazione del maschio, come accade per la cagna, per poi calare durante i 5 giorni successivi. I follicoli in un primo momento si accrescono, ma se la gatta non si accoppia regrediscono (atresia o assenza di ovulazione). Questo processo si ripete continuamente durante la stagione riproduttiva, tranne se l’animale si accoppia. In caso di accoppiamento, la stimolazione meccanica a livello vulvo-vaginale, indotta dalle spicule peniene, genera degli impulsi in grado di indurre la secrezione da parte dell’ipofisi della gonadotropina LH; che determina l’ovulazione entro 24-50 ore; l’ampiezza di questi stimoli e i conseguenti livelli di LH sono influenzati dal numero di accoppiamenti, risultando massimi dopo circa 6-8 accoppiamenti in 2-4 ore, anche se un solo accoppiamento può portare lo stesso all’ovulazione.

Il diestro dura circa 45 giorni e si verifica in caso di avvenuta ovulazione e mancata gravidanza.

L’anestro rappresenta il periodo di riposo sessuale, con ovaie piccole e inattive.

A cura del Dott. Giuseppe Catone