Aggressività canina e razze: da quindici anni un excursus di ordinanze

Alla differenziazione delle diverse razze di cani, frutto della selezione genetica, corrispondono caratteristiche comportamentali altrettanto distinte dalle quali il legislatore non può prescindere nell’affrontare il problema.

A cura di: Dott.ssa Paola Fossati

aggressività canina

Il problema dell’aggressività canina è fonte di seria preoccupazione nelle società contemporanee, sia a causa dei rischi che tale fenomeno può creare per l’incolumità pubblica sia con riferimento alla condizione dei cani stessi.

Il benessere di questi ultimi, infatti, è a sua volta da considerare a repentaglio, in quanto l’aggressività potrebbe derivare da forme di disagio psicofisico o comunque, nei casi più gravi, può comportare il confinamento degli animali in canili o perfino giustificare un’eutanasia.

Per questi motivi, in diverse occasioni, il legislatore è intervenuto per predisporre regole vincolanti in merito alla gestione dei cani, al fine di tutelare la sicurezza delle persone e degli animali, cercando di prevenire i problemi.

Quindici anni di Ordinanze sull’aggressività canina

Circa quindici anni fa, il Ministero della Salute aveva emanato la prima Ordinanza concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani, per disciplinare la materia in fase di urgenza, a seguito di gravi episodi di morsicatura riportati dalle cronache nazionali.

Il provvedimento, per sua natura, era “provvisorio”, pensato per affrontare il vuoto normativo esistente, in condizioni di emergenza. A tutt’oggi, tuttavia, l’Ordinanza è stata più volte reiterata, mantenuta in vigore con successive modifiche, ma non ancora sostituita con una specifica normativa “stabile”.

Tra i provvedimenti previsti si annoverano: la disciplina dell’uso del guinzaglio e della museruola, gli obblighi per i proprietari e detentori di cani (anche con riferimento alle specifiche esigenze di convivenza con le persone e gli altri animali), l’istituzione di percorsi formativi per proprietari di cani (patentino) e gli obblighi per i proprietari di cani classificati a rischio dai Servizi veterinari pubblici.

In due occasioni, il Ministero ha inserito disposizioni speciali per determinate razze di cani considerate a rischio di maggiore aggressività, delle quali ha fornito gli elenchi.

In breve tempo, questi elenchi, ribattezzati black list, sono stati resi oggetto di perplessità da parte di chi riteneva che l’aggressività dei cani, nelle sue forme più temibili, non potesse essere attesa indiscriminatamente da tutti i soggetti appartenenti a una o più razze.

La critica principale riguardava la correlazione diretta del provvedimento con un tratto caratteriale che, in questo modo, si presumeva genericamente innato.

Ogni lista fu, quindi, abolita. Non così i problemi.

FONTE: LaSettimanaVeterinaria

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