A cosa servono i feromoni nel gatto? E perché vengono usati?

feromoni nel gatto

Il gatto depone specifici messaggi chimici chiamati feromoni sia per indicare ai suoi conspecifici i suoi campi territoriali, sia per riconoscere i componenti del gruppo e gli oggetti della casa.

I principali feromoni conosciuti sono quelli facciali, quelli depositati tramite graffiature e le marcature urinarie e i feromoni di allarme.

Queste sostanze sono secrete da differenti ghiandole poste nella cute e nelle mucose attorno agli orifizi naturali.

Gli studi effettuati fino ad oggi hanno permesso di individuare una diversa gamma di secrezioni costituite da circa una quarantina di componenti chimiche e tra queste sono tredici comuni a tutti i gatti.

La secrezione F4 è deposta sui gatti che vivono nella stessa casa, su altri animali o essere umani che fanno parte del gruppo famigliare.

La deposizione di questa sostanza chimica inibisce la comparsa del comportamento di aggressione e favorisce la nascita di relazioni all’interno del gruppo.

La secrezione F3 è deposta sugli oggetti che fanno parte dell’ambiente domestico; la percezione di questa frazione rassicura l’individuo e diminuisce la probabilità di comparsa di emozioni legate alla paura.

Le graffiature svolgono una funzione di comunicazione attraverso la combinazione di segnali olfattivi e visivi.

In genere le graffiature sono tracciate nei luoghi di riposo e di passaggio tra l’interno e l’esterno dell’abitazione indicando a gatti estranei che quella zona territoriale è già occupata.

I messaggi portati da questi segnali chimici giungono direttamente al cervello del gatto attraverso l’organo di Jacobson che si apre nel cavo orale.

Il gatto percepisce i feromoni grazie al comportamento di Flehmen: il labbro superiore è sollevato con bocca semiaperta.

Per eliminare i feromoni di allarme deposte dalle ghiandole poste nei cuscinetti plantari è necessario lavare con acqua tiepida e sapone neutro il trasportino, dopo ogni viaggio.

I graffiatoi dovrebbero essere collocati nei luoghi di riposo e di passaggio tra interno ed esterno e fissati per renderli stabili.

Nel gatto che vive esclusivamente in casa è possibile il riscontro di disturbi comportamentali legati alla scarsa stimolazione offerta dal territorio.

Questi disturbi possono spaziare da semplici atteggiamenti di maggior irrequietezza dell’animale, a volte scarsamente percepiti dai proprietari, fino a veri e propri stati ansiosi; non a caso, questo disturbo comportamentale viene definito dalla scuola francese “ansia da luogo chiuso”.

Le condizioni che favorenti l’insorgenza del disturbo possono essere: lunghi periodi di solitudine dell’animale in casa, ambiente poco stimolante in termini di luoghi di esplorazione, gioco, isolamento, fonte di cibo, indole con comportamento esplorativo molto spiccato, adozione di soggetti vissuti all’aperto per mesi.

Al momento dell’adozione di un gattino, non è possibile prevedere se esso svilupperà o meno tale patologia: alcuni soggetti, infatti, si mostrano intolleranti alla vita di appartamento anche se il livello di stimolazione ambientale e di interazione sociale sembrano adeguati.

I comportamenti più spesso lamentati dai proprietari sono aggressioni, attività notturna con miagolii intensi, irrequietezza, eliminazioni in luoghi non appropriati.

È importante sottolineare che gatti adottati precocemente oppure svezzati dall’uomo sono più inclini a manifestare aggressività, molto probabilmente a causa di un alterato processo di svezzamento o di un distacco precoce dalla madre e dagli altri gattini.

L’alterazione delle fasi di sviluppo influisce sicuramente sul corretto sviluppo comportamentale dell’animale, che può manifestare una mancanza di autocontrollo, di inibizione del morso, e può non essere in grado di affrontare e superare un conflitto interno o una situazione di stress.

L’ansia risulta essere un fattore importante nello sviluppo e nell’espressione di diverse forme di aggressività.