Incontinenza urinaria post sterilizzazione nel cane

Sebbene la maggior parte delle volte sia moderata e non costituisca un vero e proprio problema medico, l’incontinenza urinaria può essere frustrante da gestire per il proprietario e può andare a minare il rapporto tra quest'ultimo e l'animale stesso.

incontinenza urinaria post sterilizzazione

L’incontinenza urinaria post sterilizzazione è una condizione caratterizzata dalla perdita involontaria di urina. Sebbene la maggior parte delle volte sia moderata e non costituisca un vero e proprio problema medico, l’incontinenza urinaria diventa, tuttavia, un problema di gestione dell’animale soprattutto se questo vive dentro casa.

Anche se la condizione non dovesse essere seria, l’incontinenza urinaria può essere frustrante da gestire per il proprietario e può portare a una diminuzione della qualità del rapporto uomo-animale.

Nelle sue manifestazioni più serie, l’animale risulterà sempre imbrattato della sua urina.

L’azoto presente nell’urina può causare irritazioni cutanee, le quali, possono evolvere in piaghe dolorose e infette. Inoltre, una continua e involontaria fuoriuscita di urina può predisporre l’animale a infezioni come cistiti ricorrenti o perfino patologie renali.

A essere soggetta a problematiche d’incontinenza è più che altro la femmina, per via della sua conformazione anatomica dell’uretra, la quale, è più corta rispetto a quella del maschio.

A essere più a rischio sono le femmine di taglia grande o gigante e tutte le cagne in sovrappeso. Alcune razze, inoltre, sono più soggette come il Bovaro delle Fiandre, il Boxer, il Dobermann, il Pinscher, il setter Irlandese, il Bobtail, il Rottweiler e il Weimaraner.

Quali sono le cause d’incontinenza urinaria post sterilizzazione?

Una delle cause d’incontinenza urinaria nella cagna è la sterilizzazione soprattutto se questa viene effettuata prima della pubertà. La diminuzione dei livelli sierici di estrogeni nella cagna sterilizzata influenzerebbe il tono della muscolatura liscia della vescica, rendendola meno tonica e più lassa.

La sterilizzazione, oltre a causare una diminuzione degli estrogeni, determinerebbe un aumento dei livelli sierici di LH (Ormone luteinizzante) e FSH (Ormone follicolo-stimolante).

Dal momento che i recettori per questi ormoni stati trovati anche a livello vescicale (non solo ovarico), è plausibile pensare che siano coinvolti nell’instaurarsi dell’incontinenza successiva alla sterilizzazione.

I trattamenti possibili

Il trattamento medico è la prima linea di azione per via del suo approccio non invasivo. La chirurgia, infatti, è da considerarsi una scelta solo per quei casi in cui la terapia medica non sia efficace, oppure non sia praticabile a lungo termine.

La terapia medica si basa sulla somministrazione di farmaci o la somministrazione di estrogeni o una combinazione di questi.

L’obiettivo è quello di aumentare la resistenza uretrale e il tono della muscolatura liscia, ottenendo così una diminuzione significativa degli episodi di incontinenza.

Tuttavia questi farmaci dovrebbero essere gestiti con cautela a causa dei loro effetti collaterali a lungo termine. Questi includono problemi cardiovascolari come ipertensione e aritmie.

Anche la somministrazione di estrogeni a lungo termine può avere seri effetti collaterali, come una soppressione del midollo osseo con conseguenti anemie molto gravi.

Inoltre, l’uso di estrogeni in femmine sterilizzate è fortemente sconsigliata a causa dell’elevato rischio di iperplasia endometriale cistica e piometra.

Una prospettiva molto interessante per il trattamento dell’incontinenza urinaria post sterilizzazione è l’utilizzo di un impianto sottocutaneo che rilascia un farmaco (il cui principio attivo è la Deslorelina acetato) con lo scopo di abbassare il livello sierico degli ormoni LH ed FSH.

Diversi studi hanno evidenziato un miglioramento della sintomatologia durante il periodo in cui le concentrazioni plasmatiche di LH e FSH erano state soppresse.

Per la sua provata efficacia e l’assenza di effetti collaterali, questo farmaco potrebbe diventare una valida alternativa ai farmaci tradizionali.

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