LUSSAZIONI ARTICOLARI

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    Definizione

    Perdita completa e duratura delle normali connessioni tra capi articolari.

    Eziopatogenesi

    Le lussazioni si distinguono in congenite e acquisite, quest’ultime a loro volta in patologiche (su substrato patologico, ad es. anca displasica) e traumatiche (ad es. le lussazioni di anca, gomito, tarso, spalla).

    Le lussazioni traumatiche possono essere provocate da un trauma diretto e da un trauma indiretto (per meccanismo di leva, ad es. la lussazione coxofemorale). Nelle lussazioni recenti non si apprezzano fenomeni reattivi, mentre in quelle inveterate si hanno fenomeni reattivi che alterano irreversibilmente l’articolazione.

    Le lussazioni a focolaio aperto prevedono un’esposizione all’esterno dell’articolazione o dei capi articolari (frequentemente la lussazione di tarso e carpo), al contrario di quelle a focolaio chiuso.

    Le lussazioni vengono classificate come riducibili, quando è possibile ricollocare nel giusto rapporto i capi articolari, oppure come irriducibili, quando ciò non è possibile. In base alla modalità di presentazione le lussazioni si distinguono in permanenti (lussazioni irriducibili), ricorrenti (alternarsi di lussazione e riduzione spontanee, ad es. spesso ha questa caratteristica la lussazione della rotula), recidivanti (si ripresentano a distanza di tempo e non si riducono spontaneamente, ad es. la lussazione coxofemorale o la lussazione della rotula).

    Gli eventi patogenetici e le alterazioni, che si susseguono, sono rappresentate da stiramento e rottura di capsula e legamenti (ad es. legamento rotondo e legamenti collaterali); alterazioni vasali, nervose e muscolari; impotenza funzionale della giuntura e dell’arto.