Apparato Digerente – Cavità orale e denti

A cura di: Dott.ssa Cecilia Vullo

Struttura e funzioni

La cavità orale rappresenta il primo tratto dell’apparato digerente. È un organo cavo, diviso in vestibolo, spazio compreso tra la superficie esterna delle arcate dentali e la superficie interna delle guance e delle labbra, e cavità orale propriamente detta, occupata interamente dalla lingua. Dal punto di vista topografico, è delimitata anteriormente dalle labbra, lateralmente dalle guance, dorsalmente dal palato, distinto in palato duro e palato molle, e caudalmente dall’istmo delle fauci, apertura che comunica con il rinofaringe. Le labbra, superiore ed inferiore, sono ancorate alla gengiva tramite due piccoli frenuli centrali e sono ricoperte esternamente dalla cute e internamente dalla mucosa delle guance; il punto di passaggio tra la cute e lamucosa è definito giunzione muco-cutanea. La cavità orale è rivestita da una mucosa, che in corrispondenza delle arcate dentali prende il nome di gengiva. Al suo interno la cavità orale accoglie la lingua, i denti, le ghiandole salivari o lo sbocco dei loro dotti.

La lingua è una voluminosa appendice, composta principalmente da muscolo, rivestita da epitelio squamoso stratificato corneificato e ancorata al pavimento della bocca tramite un robusto frenulo. Ha un compito importante nella prensione, masticazione e deglutizione degli alimenti ed è la sede dell’organo del gusto.

I denti sono organi di piccole dimensioni, duri, biancastri, infissi negli alveoli dentali, cavità scavate nel mascellare superiore, o mascella, e nel mascellare inferiore, o mandibola. Il cane ed il gatto sono animali difiodonti, ovvero presentano due tipi di dentizioni che si sviluppano in modo sequenziale. La prima dentizione è costituita dall’insieme dei denti decidui, che sono totalmente erotti, cioè fuoriusciti, e funzionali già al secondo mese dopo la nascita; intorno ai sei mesi, i denti decidui vengono persi e rimpiazzati dai denti permanenti che persistono durante tutta la vita adulta. Il tipo di dente presente in ciascuna arcata può essere definito dalla formula dentaria, dove ciascuna categoria di denti è rappresentata mediante la sua lettera iniziale: incisivo (I), canino (C), premolare (PM), molare (M), seguita da una cifra che indica il numero di denti di questa categoria; considerando per semplicità soltanto un lato di ogni arcata, nel cane la formula per la dentizione decidua è (I 3/3, C 1/1, PM 3/3) x 2= 28, mentre quella per la dentizione permanente è (I 3/3, C 1/1, PM 4/4, M 2/3) x 2= 42. Nel gatto la dentizione decidua è (I 3/3, C 1/1, PM 3/2) x 2= 26, mentre quella definitiva è ( I 3/3, C 1/1, PM 3/2, M 1/1) x 2 = 30.

Dal punto di vista anatomico, rispetto al cane, il gatto si differenzia per la mancanza dei premolari superiori e dei I e II premolari inferiori, per l’aspetto più rugoso della superficie dorsale della lingua e per la conformazione dei denti e delle rispettive radici.

Ogni dente è suddiviso in tre parti: 1) la corona, che è la parte visibile che sporge dalla gengiva, ricoperta da un tessuto molto duro, lo smalto, di colore biancastro; 2) la radice, che è la parte infissa nell’alveolo dentario, di colore giallastro, di forma allungata, alla cui estremità è presente un piccolo foro, il delta apicale, attraverso il quale vasi e nervi raggiungono il tessuto vitale del dente, la polpa dentaria; la radice e ricoperta dal cemento, un tessuto meno duro e liscio dello smalto, a cui si ancorano, per tutta la circonferenza del dente, le fibre del legamento parodontale che hanno il compito di tenere ben saldo il dente all’interno del proprio alveolo; 3) il colletto, che rappresenta il punto di passaggio tra la corona e la radice, a livello del quale troviamo la giunzione smalto-cemento, ovvero il punto in cui lo smalto della corona si continua con il cemento della radice e dove si adagia la porzione libera della gengiva.

Ciascun dente è formato dall’associazione di parti dure, ovvero la dentina, lo smalto e il cemento, e da parti molli, rappresentate dalla polpa. Come già accennato, lo smalto ricopre la corona mentre il cemento ricopre la radice; la dentina, invece, delimita, al di sotto di questi due rivestimenti, la cavità del dente all’interno della quale è presente la polpa dentaria, composta da tessuto connettivo attraversato da vasi e nervi e nel quale sono immersi gli odontoblasti, cellule specializzate a produrre dentina secondaria dopo l’eruzione dei denti definitivi con lo scopo di rafforzarne le pareti e chiudere l’apice radicolare.

I denti sono disposti secondo una curva parabolica aperta caudalmente. L’arcata inferiore, ad eccezione di alcune razze, è anisognatica, ovvero più stretta e corta rispetto all’arcata superiore; di conseguenza gli incisivi mascellari sono leggermente più craniali rispetto a quelli mandibolari.

Il cane ed il gatto sono animali eterodonti, ovvero possiedono denti di forma e dimensioni differenti. Si riconoscono, in ciascuna arcata, i denti incisivi, che presentano una sola radice e che hanno il compito di rosicchiare, tagliare e di toelettatura; i canini, anch’essi monoradicolati, vengono usati per perforare e afferrare; i premolari e i molari, utilizzati per la masticazione del cibo, possono avere una, due o tre radici (denti poliradicolati).

Il tessuto di sostegno dei denti viene detto parodonto ed è costituito dalla gengiva, dal cemento, dal legamento parodontale e dall’osso alveolare che circonda la radice dei denti e si continua con le ossa mascellari e mandibolari.

Le ghiandole salivari sono annesse alla bocca, all’interno della quale versano il loro secreto, la saliva, che ha il compito di umettare la mucosa orale, di fluidificare e favorire la deglutizione degli alimenti. La saliva è il prodotto di secrezione delle quattro principali ghiandole salivari, presenti in numero pari esternamente alla cavità orale e rappresentate da: ghiandola parotide, localizzata alla base dell’orecchio e il cui dotto si apre in corrispondenza del IV PM superiore; ghiandola mandibolare, localizzata alla base del collo, il cui dotto si apre lateralmente al frenulo linguale; ghiandola zigomatica, posizionata ventralmente all’arco zigomatico, il cui dotto principale libera il secreto in prossimità dello sbocco della ghiandola parotide; ghiandole sottolinguali, il cui secreto viene riversato o direttamente in cavità orale (ghiandole sottolinguali polistomatiche) in vicinanza del frenulo linguale, oppure attraverso un dotto che si apre anch’esso in corrispondenza del frenulo (ghiandole sottolinguali monostomatiche). Esistono poi numerose ghiandole salivari minori (labiali, buccali, molari, linguali e palatine) che sono diffuse in tutta la cavità orale.

La cavità orale è il luogo dove avviene il processo di masticazione, azione puramente meccanica e volontaria, con lo scopo di sminuzzare e triturare l’alimento per aumentarne la superficie e, di conseguenza, per facilitare l’azione idrolizzante degli enzimi digestivi. Alla masticazione si accompagna un’abbondante secrezione di saliva che contribuisce al rammollimento del cibo, alla formazione del bolo alimentare e alla sua lubrificazione, indispensabile per la deglutizione e cioè per il passaggio al faringe e quindi all’esofago fino allo stomaco.

Le porzioni caudali delle cavità nasali e del cavo orale costituiscono nel loro insieme il faringe, che consiste in un breve organo tubulare, prevalentemente formato da una struttura muscolare, la cui funzione fondamentale è quella di permettere la deglutizione. 

FARINGE

struttura e funzioni

Il faringe è suddiviso in tre compartimenti: il rinofaringe, l’orofaringe, il laringofaringe. Il rinofaringe rappresenta la porzione respiratoria del faringe, perché oltre a costituire la porzione posteriore delle cavità nasali, le coane, connette questa con il laringe, posto ventralmente. L’orofaringe è la porzione caudale della cavità orale e risulta delimitata dorsalmente dalla porzione ventrale del palato molle, ventralmente dalla radice linguale e lateralmente dalle fossette tonsillari contenenti le tonsille palatine, più semplicemente note come tonsille, due sottili e lunghe strutture linfoidi. La porzione muscolare del faringe, unitamente alla radice della lingua, è adibita alla deglutizione, poiché spinge il bolo alimentare dalla cavità orale nel laringofaringe, che a sua volta contribuisce a spingere il bolo alimentare verso la porzione prossimale dell’esofago.

A cura della Dott.ssa Cecilia Vullo