Buona notizia: in Asia il Covid ha ridotto il consumo di fauna selvatica

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    consumo di fauna selvatica

    Un sondaggio condotto nell’est e nel sud-est asiatico ha rilevato che la consapevolezza sull’origine della pandemia Covid ha ridotto la probabilità di acquistare e consumare fauna selvatica.

    La comunicazione pubblica volta a incrementare la consapevolezza sui rischi legati alle malattie del consumo di fauna selvatica sta avendo successo.

    Questo ha portato a una riduzione di almeno un quarto delle vendite.

    Ridotto di un terzo il consumo di fauna selvatica

    I risultati del sondaggio sono stati pubblicati su Nature Ecology & Evolution dal World Wildlife Fund.

    L’analisi ha fornito “importanti indizi su come ridurre la domanda del consumo di fauna selvatica, che è una forza trainante chiave delle malattie infettive emergenti di origine animale“.

    I ricercatori hanno intervistato 5.000 persone di Hong Kong, Giappone, Myanmar, Thailandia e Vietnam, paesi con alti livelli di commercio di animali selvatici.

    Agli intervistati è stato chiesto se “loro o qualcuno che conoscevano avessero consumato fauna selvatica nell’anno precedente, se la pandemia avesse cambiato i loro modelli di consumo e con quale probabilità avrebbero acquistato fauna selvatica dai mercati umidi in futuro“.

    Le persone intervistate hanno dichiarato che una maggiore consapevolezza della pandemia li ha portati al 24% in meno di probabilità di consumare quei prodotti.

    Questi risultati suggeriscono che la comunicazione dei rischi di malattia, in particolare quelli associati al consumo di fauna selvatica, potrebbe avere un duplice vantaggio per la mitigazione delle malattie infettive e la conservazione della biodiversità“, sostiene l’autore, Robin Naidoo.

    “La fauna selvatica e i prodotti della fauna selvatica vengono consumati per scopi tradizionali o culturali in tutto il mondo.

    Questo in alcuni casi può minacciare la biodiversità o provocare la diffusione di agenti patogeni dalla fauna selvatica all’uomo”.

    Gli autori fanno notare che la riduzione della domanda di prodotti della fauna selvatica “è complessa.”

    Questo perché vi sono diverse motivazioni e necessità per consumare questi prodotti.

    Investire però “in educazione pubblica sui rischi legati alle malattie del consumo di animali selvatici potrebbe essere vantaggiosa sia per la conservazione che per la salute pubblica“.

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