VASCULITI CUTANEE

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    Definizione

    Sono malattie in assoluto rare, di più frequentemente riscontro nel cane che nel gatto.

    Rappresentano una condizione patologica caratterizzata da infiammazione della parete dei vasi sanguigni, in particolare dell’endotelio, con conseguente riduzione/obliterazione del loro lume e quindi ipossia-ischemia/necrosi dei tessuti irrorati.

    In genere i vasi colpiti risultano essere quelli di piccolo calibro e in particolare quelli che irrorano la cute in corrispondenza delle estremità del corpo.

    Tuttavia sarebbe più corretto parlare di vasculopatie, in quanto non sempre è possibile istologicamente evidenziare la componente infiammatoria; peraltro, nei casi in cui non è possibile nemmeno osservare la lesione vascolare si parla di dermatopatie ischemiche.

    Eziopatogenesi

    Sono in genere idiopatiche, pur potendo a volte essere su base infettiva [Ehrlichia canis, Rickettsia spp., Leishmania infantum, Babesia canis, Dirofilaria immitis e, nel gatto, Toxoplasma gondii, Feline Leukemia Virus (FeLV), Feline Herpesvirus- 1, Feline Coronavirus (FIP), Feline Immunodeficiency Virus (FIV) ecc.], immuno- mediata (criglobulinemia, criofibrinogenemia, reazioni cutanee da farmaci e segnatamente lesioni necrotiche-ulcerative da vasculite) o neoplastica oppure conseguire all’azione delle radiazioni solari (vasculopatia solare).

    In alcune razze viene chiamato in causa anche una componente genetica (vasculopatia idiopatica del Greyhound, vasculopatia idiopatica ereditaria del Pastore tedesco, vasculite del tartufo dello Scottish Terrier, vasculite del Jack Russel Terrier).

    Il meccanismo patogenetico può essere su base immunologica o non immunologica.

    Tra i meccanismi immunologici la reazione di ipersensibilità di tipo III è quella più frequentemente in causa, spiegando anche il fatto che le lesioni risultano più spesso localizzate in corrispondenza delle estremità del corpo [margini apicali dei padiglioni auricolari (necrosi trombovascolare proliferativa del margine auricolare, necrosi della piega dei padiglioni auricolari, vasculite idiopatica del margine auricolare), estremità distali degli arti (vasculopatia idiopatica ereditaria del Pastore tedesco), tartufo (necrosi trombovascolare proliferativa del tartufo o arterite proloferatica del philtrum nasale) e punta della coda], dove il lume dei vasi è più piccolo e la circolazione più lenta, condizioni che favoriscono il deposito di immunocomplessi o l’adesione degli agenti infettivi.

    Il meccanismo non immunologico è invece legato a un’azione traumatica diretta, esercitata a livello dell’endotelio vasale (endotossine o agenti parassitari), oppure a condizioni tromboemboliche (neoplasie, cardiopatie).