RODENTICIDI ANTICOAGULANTI

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    Definizione

    Si tratta di un avvelenamento, a volte anche grave, causato dall’ingestione di speciali esche allestite allo scopo di eliminare o ridurre la presenza di roditori nocivi (ratti e topi) negli ambienti domestici e agricoli.

    I rodenticidi vengono suddivisi (in base alla formula chimica) in idrossicumarinici, a loro volta suddivisi in quelli di 1° generazione (warfarin, coumetetralil ecc.) e di 2° generazione (brodifacoum, bromadiolone, difenacoum ecc.), e derivati dell’indandione (clorfacinone, difacinone, pindone ecc.).

    Eziopatogenesi

    Gli anticoagulanti agiscono determinando una carenza di vitamina K in forma attiva, cioè ridotta (interferendo a livello epatico con l’enzima epossido-riduttasi), la quale rappresenta uno dei cofattori indispensabili per l’attivazione epatica di alcuni fattori (II, VII, IX e X) della cascata coagulativa (c.d. fattori della coagulazione vitamina K-dipendenti).

    Si tratta in genere di molecole caratterizzate da un elevato assorbimento (oltre il 90%) e da un forte legame alle proteine plasmatiche, quindi in grado di permanere a lungo nell’organismo animale.