COMPLESSI VENTRICOLARI PREMATURI (VPC) E TACHICARDIA VENTRICOLARE (VT)

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    Definizione

    Rappresentano tachiaritmie ventricolari che, per il loro frequente riscontro clinico, si ritiene utile descrivere nel presente capitolo, sebbene non possano essere considerate espressamente malattie dell’apparato cardiocircolatorio. Le due aritmie saranno, inoltre, trattate congiuntamente in considerazione degli aspetti eziopatogenetici che le accomunano.

    Eziopatogenesi

    I battiti cardiaci frutto di attivazioni elettriche che originano da uno o più focolai ectopici, in punti qualsiasi del miocardio ventricolare sotto il nodo atrioventricolare, possono evidenziarsi in forma singola o di coppia o di tripletta, costituendo i cosiddetti complessi ventricolari prematuri (VPC), oppure in modo ripetitivo e consecutivo, rappresentando la tachicardia ventricolare (VT).

    Tali fenomeni ectopici possono insorgere sia a seguito di alterazioni primarie cardiache, sia secondariamente a patologie extracardiache in grado di produrre comunque modificazioni strutturali cardiache come la fibrosi progressiva, l’ischemia focale, l’ipertrofia miocardica, squilibri elettrolitici ecc.

    Le VPC e la VT possono interessare il cane quanto il gatto. Si palesano, infatti, spesso nel cane Pastore tedesco come aritmia ereditaria, ma possono riscontrarsi pure nel Dobermann Pinscher affetto da cardiomiopatia dilatativa (DCM), nel Boxer con cardiomiopatia aritmogenica del ventricolo destro (ARVC) e in gatti che, ad esempio, presentano cardiomiopatia ipertrofica (HCM felina), cardiomiopatia restrittiva (RCM) o ipertiroidismo.

    Altre condizioni patologiche possono predisporre i pazienti all’insorgenza di tali aritmie, come ad esempio l’ipossiemia, l’anemia, l’uremia, la torsione gastrica, i cambiamenti di posizione intestinali, la torsione e le neoplasie spleniche, la pancreatite ecc. L’elevata frequenza di contrazione ventricolare (maggiore di 180 bpm nel cane e di 240 bpm nel gatto) che generalmente contraddistingue i pazienti con numerosi VPC e con VT (soprattutto se sostenuta o caratterizzata da parossismi frequenti e prolungati), produce una tale alterazione emodinamica da giustificare l’insorgenza di insufficienza cardiaca da ridotta portata.