ALLUMINIO

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    Definizione

    L’allumino è un metallo largamente impiegato per la realizzazione di mezzi di trasporto, additivi alimentari, imballaggi per uso alimentare e farmaceutico (lattine, pellicola d’alluminio, blister ecc.), farmaci (antiacidi e antidiarroici) e vaccini, materiali edili (finestre, porte ecc.), beni di consumo durevoli (elettrodomestici, attrezzi da cucina ecc.), dispositivi elettromeccanici ecc.

    Eziopatogenesi

    L’azione tossica si esplica attraverso un accumulo cronico nel tessuto nervoso (cervello in particolare), nel fegato, nei reni, nei polmoni, nella tiroide e nel tessuto osseo.

    L’alluminio si lega ai fosfati e interferisce con la funzione della vitamina D, diminuendo la deposizione di calcio nelle ossa e favorendo l’innalzamento della calcemia.

    Nei neuroni e a livello di placca neuro-muscolare è in grado di alterare la trasmissione dell’impulso nervoso normalmente modulato da neurotrasmettitori, quali la dopamina e l’acetilcolina.

    Provoca danni neuronali, inducendo alterazioni del DNA cellulare, interferendo con enzimi antiossidanti, riducendo la produzione di energia mitocondriale e alterando le funzioni della membrana cellulare.

    Inibisce, inoltre, la motilità del tratto gastrointestinale.