Dalle associazioni tre ricorsi per la gestione degli orsi in Trentino

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    Gestione degli orsi Foto di Janko Ferlič on Unsplash

    Diverse Associazioni (ENPA, LAC, LAV, LNDC , OIPA e WWF Italia) si dichiarano unite contro le linee guida per la gestione degli orsi in Trentino.

    Lo scorso 25 giugno la Giunta Provinciale di Trento ha deliberato infatti le “Linee guida per l’attuazione della legge provinciale n.9/2018 e dell’articolo 16 della direttiva Habitat in relazione all’orso bruno”.

    In questo documento di cinquanta pagine vengono minuziosamente codificate le regole di ingaggio per procedere con l’uccisione di orsi che assumono comportamenti aprioristicamente considerati problematici o che si trovano in situazioni critiche.

    Tutti quegli orsi che, anche solo avvicinatisi agli ambiti urbani, non avranno dimostrato un cambiamento delle loro abitudini dopo due interventi di dissuasione, a prescindere dalla corretta conduzione di tali interventi, potranno essere abbattuti dai fucili del Corpo Forestale Provinciale.

    In questo momento M63 e F42, due orsi che sono stati notati mentre cercavano cibo nei cassonetti non protetti delle periferie dei paesi, corrono il rischio di essere uccisi a causa delle linee guida.

    I principale problema che può portare i plantigradi a comportamenti, che altrimenti non metterebbero mai in atto, sono i rifiuti urbani. Questo problema è noto in tutte le zone che ospitano popolazioni di orso.

    La Provincia di Trento ha però deciso di cominciare a risolvere la cosa solamente dallo scorso 18 giugno, approvando una delibera che dispone una graduale sostituzione dei cassonetti normali con quelli protetti, che impediscono l’accesso agli orsi.

    Il ritardo è grave e non giustificabile, considerato che gli orsi sono stati reintrodotti proprio dalla PAT in quel territorio oramai dall’anno 2000. Le linee guida predisposte dalla Provincia di Trento sono solo un intollerabile strumento di morte, non serviranno minimamente a prevenire la presunta confidenza degli orsi con gli esseri umani e quindi gli altrettanto presunti possibili incidenti – dichiarano unite ENPA, LAC, LAV, LNDC , OIPA e WWF Italia  – per questo motivo abbiamo depositato tre ricorsi al TAR Trentino chiedendone la cancellazione!

    Se un orso appare confidente verso gli esseri umani, la responsabilità non è certo dell’animale, ma delle colpevoli mancanze delle amministrazioni provinciali trentine che, nel corso degli anni, non hanno investito come necessario nella prevenzione e nell’educazione dei cittadini.” affermano le Associazioni nel loro comunicato.

    Per questo motivo, secondo ENPA, LAC, LAV, LNDC , OIPA e WWF Italia, le linee guida devono essere immediatamente cancellate e sostituite da una puntuale pianificazione di interventi istituzionali, che abbiano l’obiettivo di educare i cittadini ai corretti comportamenti da tenere in zone con presenza degli orsi e di mettere rapidamente in sicurezza tutte le fonti di cibo antropico.

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