TUMORI MAMMARI

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    Definizione

    Neoplasie benigne e/o maligne della ghiandola mammaria, riscontrabili sia nella cagna sia nella gatta.
    Nella cagna rappresentano per incidenza la seconda tipologia di tumore e si manifestano mediamente intorno ai 10 anni; le forme benigne si sviluppano generalmente in età più giovane rispetto alle maligne. Tra le varie tipologie di tumori, l’adenocarcinoma (solido, tubulare, papillare e anaplastico) è sicuramente la forma più frequente.

    I tumori benigni sono classificati di solito come tumori misti benigni, fibroadenomi, adenomi o come tumori mesenchimali benigni. Nella cagna si ha un rapporto leggermente a favore dei tumori maligni.

    Per quanto riguarda la gatta l’età media di insorgenza è di 10-11 anni e le forme maligne, assai più frequenti (80-96%), sono associate ad elevata mortalità. Tutte le razze feline sembrano essere colpite, in particolare da forme carcinomatose, anche se in alcuni studi è stato sottolineato che la razza Siamese presenta un rischio due volte più elevato.

    Eziopatogenesi

    Sono ormai noti i meccanismi di azione e gli effetti degli steroidi ovarici, sia endogeni sia di sintesi, sull’origine multicentrica o unicentrica del processo neoplastico della ghiandola mammaria.

    L’esposizione prolungata a progestinici sintetici provoca, infatti, una proliferazione delle cellule dell’epitelio mammario e aumenta significativamente il rischio di sviluppo dei carcinomi.

    Le femmine non sterilizzate sviluppano questa patologia con un’incidenza 4 volte superiore a quelle sterilizzate. Se la sterilizzazione viene effettuata prima del primo calore, il rischio di insorgenza è pari allo 0,5%, prima del secondo ciclo è dell’8%, dopo il secondo è del 26%, mentre successivamente non rappresenta più un fattore di prevenzione. Il ruolo dei fattori dietetici non è stato ancora ben chiarito ma sembrerebbe che le cagne obese, soprattutto giovani, siano più a rischio, come pure quelle alimentate