Quando un gatto è definito di razza? I requisiti necessari per esserlo

0
quando un gatto è definito di razza

È definito animale di razza ogni soggetto d’allevamento di specie contemplata nell’allegato II del Trattato costitutivo dell’UE che sia iscritto o registrato in un Registro o Libro genealogico (Lg) tenuto da un’organizzazione, ente pubblico od associazione riconosciuta e autorizzata dalle autorità competenti in materia.

I Libri genealogici e i Registri anagrafici italiani sono istituiti, previa approvazione del Ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali, dalle associazioni di allevatori di specie o di razza aventi personalità giuridica e rispondenti a una serie di criteri stabiliti dal Mipaaf stesso.

L’attribuzione di una certa razza a un gatto in base alle sue caratteristiche puramente fisiche è, almeno in Italia e ai sensi di legge, un atto improprio.

Un gatto è di razza solo se è dotato di un certificato genealogico (pedigree) con valore legale che lo attesti.

In assenza di formali e documentate certificazioni genealogiche, i libretti di vaccinazione e ogni altra certificazione dovrebbero essere compilati con il termine meticcio nel campo dedicato alla razza.

Quando la vendita di gatti di razza è legittima

Analogamente, la vendita di gattini di razza è legittima esclusivamente se il soggetto è consegnato all’acquirente unitamente a:

  • relativo Certificato genealogico in cui sono sempre riportati: nome, sesso, razza, colore del mantello e degli occhi del gatto;
  • data di nascita del gatto;
  • numero di registrazione al Libro genealogico;
  • nome dell’allevatore.